Palermo, sgombero dell'ex Salvemini: oltre 40 nuclei allontanati per rischio crollo

Il Comune ringrazia le forze dell'ordine; per i più fragili attivati PRInS e il pronto intervento sociale, mentre emergono ipotesi di sfruttamento.

A cura di Redazione Redazione
08 ottobre 2026 14:30
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Palermo, sgombero dell'ex Salvemini: oltre 40 nuclei allontanati per rischio crollo -
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L'Amministrazione comunale di Palermo ha annunciato la conclusione dell'operazione di sgombero dell'istituto noto come ex Salvemini, in viale Michelangelo: l'intervento, disposto dall'autorità giudiziaria, ha messo fine a un'occupazione che coinvolgeva oltre 40 nuclei familiari e che era ritenuta a serio rischio per la sicurezza strutturale dell'immobile.

L'operazione è stata condotta in coordinamento con la Questura di Palermo e le forze dell'ordine — Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza — insieme a Polizia Municipale, Enel, maestranze tecniche e il Canile comunale. L'Amministrazione ha espresso un ringraziamento formale a tutti gli uffici e gli operatori coinvolti per la gestione delle diverse fasi dell'intervento e per la collaborazione istituzionale.

Secondo la nota del Comune, le verifiche tecniche hanno evidenziato condizioni di grave criticità dell'immobile, con un concreto rischio di crollo e condizioni igienico-sanitarie precarie. Di conseguenza l'ordine giudiziario ha imposto lo sgombero per tutelare l'incolumità pubblica e la sicurezza degli occupanti.

L'assessore all'Abitare sociale, Fabrizio Ferrandelli, ha sottolineato che l'azione ha mirato a «assicurare il rispetto della legge senza lasciare indietro le persone». Secondo l'Amministrazione, chi risultava iscritto nelle liste dell'emergenza abitativa è stato accompagnato verso soluzioni abitative previste dagli strumenti comunali, mentre le persone in condizioni di fragilità sono state prese in carico dal Pronto intervento sociale e dal progetto PRInS dell'Assessorato alle Attività sociali.

La dichiarazione dell'assessore evidenzia anche una distinzione netta tra chi viveva il bisogno abitativo e chi, secondo il Comune, disponeva di mezzi adeguati per sostenersi autonomamente: «È necessario distinguere le situazioni di reale bisogno da quelle in cui l'occupazione abusiva diventa una scelta e non una necessità», ha affermato Ferrandelli, ribadendo l'obiettivo di tutelare il diritto alla casa senza consentire sfruttamenti.

Nel corso delle attività di controllo, riferisce l'Amministrazione, sono emersi elementi relativi a presunte attività illecite, tra cui la possibile richiesta di somme di denaro per mantenere l'occupazione e per usufruire di servizi essenziali all'interno dell'immobile. Sulla base di tali segnalazioni potranno seguire accertamenti giudiziari e amministrativi.

L'intervento è stato descritto come doppio nella sua risposta: da una parte la presa in carico dei più fragili e la garanzia di percorsi abitativi formali; dall'altra la riaffermazione del principio di legalità per impedire fenomeni di sfruttamento o intermediazione illegale. Il Comune ha inoltre dichiarato l'intenzione di proseguire il coordinamento istituzionale con gli enti competenti per evitare che situazioni analoghe si ripetano.

Restano aperte alcune questioni pratiche: i dettagli sui tempi e sulle soluzioni abitative assegnate ai singoli nuclei non sono stati divulgati nella nota ufficiale, così come eventuali sviluppi giudiziari relativi alle ipotesi di illecito. L'episodio riporta al centro del dibattito pubblico la gestione del patrimonio pubblico, la tutela delle persone vulnerabili e la prevenzione di reti che potrebbero approfittare delle fragilità sociali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 08 ottobre 2026

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