Privatizzazione Sac: esposto alla Procura di Catania contesta l'iter e i poteri del commissario Belcuore

Firmatari segnalano tre profili di irregolarità nell'iter di vendita di Sac (aeroporti di Catania e Comiso); la Procura chiamata a verificare.

A cura di Redazione
01 ottobre 2026 08:07
Privatizzazione Sac: esposto alla Procura di Catania contesta l'iter e i poteri del commissario Belcuore -
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Un esposto alla Procura della Repubblica di Catania è stato depositato contro la procedura di privatizzazione di Sac spa, la società a capitale interamente pubblico che gestisce gli aeroporti di Catania Fontanarossa e Comiso. A firmarlo sono Giovanni Lo Schiavo (Cisal Catania), Franz Cannizzo (Patto per la Sicilia orientale), il sindaco Giuseppe Stefio di Carlentini, Antonio Prelati, Paolo Crocefisso (Comitato per la tutela e lo sviluppo dell'aeroporto degli Iblei) e Claudio Melchiorre (Comitati Vussia e Cassutta).

L'esposto individua tre contestazioni principali: i poteri attribuiti al commissario straordinario, le presunte contraddizioni fra audizioni parlamentari e la mancata attestazione pubblica di adempimenti previsti dalla normativa. I firmatari chiedono alla Procura di valutare la regolarità dell'iter e dei comportamenti degli organi coinvolti.

Dettagli dell'esposto

Primo punto: i poteri del commissario straordinario Belcuore, nominato nel gennaio 2023 per novanta giorni con mandato di continuità gestionale. I ricorrenti sostengono che sotto la sua gestione sia stata avviata «la più grande operazione di fusione e acquisizione aeroportuale del Sud Italia» senza un mandato democratico né una motivazione tecnico-economica aggiornata al 2026, come previsto dal d.lgs. 175/2016.

Secondo punto: una presunta contraddizione tra le audizioni parlamentari. Nella audizione del 17 giugno 2026 la presidente della Sac, Quattrone, avrebbe riferito di aver fornito una «visione assolutamente completa» a tutti i consiglieri; invece nella seduta del 27 luglio 2026 la consigliera Garigliano davanti alla IV Commissione Ars ha denunciato Pec rifiutate e documenti negati. I verbali di entrambe le audizioni sono allegati all'esposto.

Terzo punto: la mancata pubblica attestazione di obblighi formali richiesti dal d.lgs. 175/2016. Secondo i firmatari non risulterebbero rese pubbliche la relazione di razionalizzazione aggiornata, la motivazione analitica della convenienza della cessione e la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti e al MEF.

Le dichiarazioni dei firmatari

Franz Cannizzo spiega che «abbiamo aspettato tre mesi», presentando istanze e richieste di accesso agli atti inviate a numerosi destinatari istituzionali senza ottenere risposte nei termini di legge; per questo motivo è stato depositato l'esposto, «non perché vogliamo fermare la privatizzazione, ma perché una procedura che rispetti le regole è nell'interesse di tutti: del territorio, degli offerenti e della stessa Sac». Le parole di Cannizzo pongono l'accento sulla trasparenza e sulla richiesta di risposta da parte delle istituzioni.

Giovanni Lo Schiavo sottolinea che la terza richiesta, la delibera commissariale con la trasmissione alla Corte dei Conti e al MEF, «è rimasta completamente inevasa»; per la Cisal i lavoratori di Sac e Sac Service hanno il diritto di sapere se la procedura che determinerà il loro futuro fino al 2049 sia stata avviata nel rispetto della legge.

Prossimi passi e contesto istituzionale

Oltre al deposito in Procura, il Patto per la Sicilia orientale ha annunciato l'intenzione di trasmettere copia dell'esposto all'ANAC, alla DG Comp della Commissione europea e alla Commissione PETI del Parlamento europeo, come documentazione aggiuntiva sui profili segnalati. La qualificazione giuridica dei fatti è rimessa integralmente alla Procura di Catania, che dovrà valutare l'eventuale sussistenza di profili penalmente rilevanti o di irregolarità amministrative.

La vicenda riguarda una procedura che coinvolge risorse e competenze pubbliche e private e solleva interrogativi sulla governance, sulla corretta applicazione del quadro normativo e sulla tutela dei diritti dei lavoratori. La verifica giudiziaria e amministrativa sarà l'elemento decisivo per chiarire la regolarità dell'iter e le eventuali responsabilità degli organi coinvolti.

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