Seminario a Messina: legislazione antimafia sotto accusa per la ‘mafia dei colletti bianchi’ e la sfida transnazionale

Al Centro Studi sulle Mafie dell'Università di Messina si è discusso l'urgenza di adeguare norme e cooperazione internazionale contro nuove forme di criminalità organizzata.

A cura di Redazione Redazione
05 ottobre 2026 09:04
Notizia verificata · Fonte: unime.it · Vedi fonti
Seminario a Messina: legislazione antimafia sotto accusa per la ‘mafia dei colletti bianchi’ e la sfida transnazionale -
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Il Centro Studi sulle Mafie dell'Università di Messina ha promosso un seminario sull'adeguamento della legislazione antimafia alle sfide contemporanee, svoltosi il 5 ottobre 2026 nell'Aula Cannizzaro dell'ateneo. I relatori hanno indicato come prioritario l'aggiornamento degli strumenti normativi per contrastare la diffusione della cosiddetta "mafia dei colletti bianchi", il riciclo tramite criptovalute e lo sfruttamento delle reti finanziarie transfrontaliere.

Dettagli del dibattito

Ad introdurre e moderare l'incontro è stato il prof. Alessandro Morelli, ordinario di Diritto costituzionale, che ha sottolineato la complessità del tema e la necessità di mantenere un equilibrio effettivo tra efficacia delle norme e rispetto delle garanzie costituzionali. Morelli ha richiamato l'attenzione sul rischio che misure troppo invasive possano compromettere principi fondamentali del sistema penale italiano.

La prof.ssa Maria Teresa Collica, associata di Diritto penale e Direttrice del Centro Studi, ha difeso l'efficacia del modello italiano, fondato su istituti come il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), le misure di prevenzione patrimoniale e sul doppio binario processuale con strumenti premiali per i collaboratori di giustizia. Tuttavia, Collica ha evidenziato la necessità di aggiornare questi strumenti per fronteggiare le infiltrazioni nell'economia legale, la mobilità immediata dei capitali e il ricorso a strumenti digitali per il riciclaggio.

La prof.ssa Giuseppina Panebianco, ordinaria di Diritto penale, ha puntato il focus sulla transnazionalità delle organizzazioni mafiose e sulla frammentazione normativa tra Stati. Panebianco ha richiamato l'urgenza di un'effettiva armonizzazione delle norme a livello europeo e globale per evitare la moltiplicazione di "paradisi normativi" che consentono alle mafie di operare indisturbate.

Dalla disamina è emerso un orientamento condiviso verso un possibile modello di contrasto che persegua gli obiettivi di repressione e prevenzione senza rinunciare al principio di offensività, considerato cardine del sistema penale italiano. I partecipanti hanno suggerito che ogni intervento normativo debba essere calibrato per non trasformare lo strumento penale in un mezzo di controllo amministrativo permanente.

I rilievi emersi pongono sfide concrete per i legislatori, i magistrati e gli enti di regolazione finanziaria: serve una combinazione di maggiori poteri d'indagine economico-finanziaria, strumenti per tracciare flussi digitali e cooperazione internazionale rafforzata, senza però comprimere tutele giuridiche essenziali. Il seminario è parte di un ciclo di incontri del Centro Studi sulle Mafie e segna la richiesta di un confronto pubblico e istituzionale più ampio sui tempi e sui contenuti di intervento normativo.

Il dibattito accademico lanciato a Messina mette quindi in luce la doppia necessità di innovare tecniche investigative e regolamentazioni finanziarie, e al contempo di preservare i principi costituzionali che regolano l'azione penale e preventiva dello Stato.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 ottobre 2026

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