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Smantellata rete di spaccio tra Riesi e Gela: 11 misure cautelari dopo l'agguato
Smantellata rete di spaccio tra Riesi e Gela: 11 misure cautelari dopo l'agguato
La Dda di Caltanissetta coordina l'operazione: cocaina da Catania, hashish da Gela; un corriere fermato con 150 g.
I carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno smantellato una rete di spaccio che riforniva le piazze tra Riesi e Gela, eseguendo 11 misure cautelari: cinque arresti domiciliari, quattro obblighi di dimora, un divieto di dimora e un obbligo di firma. Una persona è ancora ricercata.
L'ordinanza è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) nissena, che ha coordinato il nucleo investigativo. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di spaccio in concorso; a uno è contestata anche l'estorsione.
Indagine nata dall'agguato
L'inchiesta prende le mosse dall'agguato del 10 settembre 2025 ai danni di due fratelli di Riesi: uno dei due è stato ferito alla schiena, mentre uno degli aggressori è rimasto colpito a una spalla da un colpo esploso dai suoi complici. Dieci giorni dopo furono arrestati quattro presunti autori materiali. Secondo l'accusa, la sparatoria sarebbe scaturita da un debito non saldato con fornitori gelesi, con successivi episodi di intimidazione.
Le indagini, durate circa sei mesi fino a marzo, hanno ricostruito l'esistenza di due gruppi collegati da legami di parentela e affari comuni. La piazza di Riesi era gestita inizialmente da due fratelli: tenevano i conti, custodivano la cassa comune e mantenevano i rapporti con i fornitori; dopo il ferimento e l'arresto di uno dei capi, un altro ha preso il comando proseguendo nelle attività.
Modus operandi, volumi e sequestri
Gli investigatori hanno documentato 633 cessioni e stimano un giro d'affari di circa 8.000 euro a settimana, con circa 200 clienti abituali. La droga veniva consegnata nella casa di uno degli indagati o direttamente nell'auto dei clienti parcheggiata davanti all'abitazione, con pagamenti tramite strumenti online.
Il versante etneo assicurava le partite di cocaina, mentre Gela riforniva l'hashish all'ingrosso. L'inchiesta ha confermato il ruolo di referenti a Catania: un corriere è stato fermato in flagranza al rientro dal capoluogo etneo con 150 grammi di cocaina e un panetto di hashish da 100 grammi.
Complessivamente sono stati sequestrati 1,484 kg di hashish e 150 grammi di cocaina. Per eludere i controlli il gruppo utilizzava decine di SIM intestate a stranieri o prestanome, telefoni dedicati e un linguaggio in codice. Oltre ai due arresti in flagranza, sono state denunciate altre tre persone.
Le misure cautelari disposte riguardano cinque indagati agli arresti domiciliari, quattro con obbligo di dimora nel comune di residenza, uno con divieto di dimora e uno con obbligo di firma. L'attività di polizia giudiziaria prosegue, con l'obiettivo di completare la ricostruzione dei ruoli e dei canali di approvvigionamento.