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Teatro Stabile di Catania: «Materia Viva» parte in città con una settimana di teatro diffuso
Teatro Stabile di Catania: «Materia Viva» parte in città con una settimana di teatro diffuso
Prove aperte, spettacoli in piazza, formazione e grandi interpreti anticipano l'apertura di Materia Viva il 13 ottobre.
Il Teatro Stabile di Catania inaugura la nuova stagione non soltanto con una rassegna di prosa, ma con una settimana diffusa di attività che attraversa la città: prove aperte, spettacoli in piazza, convegni e progetti sul territorio anticipano l'apertura ufficiale il 13 ottobre.
Una settimana per la città
Prima del sipario formale, il teatro esce dalle sue sedi: fino a domenica 11 ottobre la rassegna "La Commedia scende in piazza" propone cinque giorni e quindici rappresentazioni gratuite, portando la tradizione della Commedia dell'Arte in luoghi simbolici di Catania. Il progetto è realizzato in collaborazione con l'Accademia Internazionale di Teatro di Roma, con la regia di Luca Negroni e la supervisione artistica di Silvia Marcotullio, e mette giovani interpreti a diretto contatto con un pubblico incontrato «fuori» dai consueti spazi scenici.
Eventi principali e debutto di Materia Viva
Il cartellone ufficiale di "Materia Viva" si apre il 13 ottobre al Teatro Verga con Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, nell'adattamento di Glauco Mauri e la regia di Andrea Baracco. In scena, a partire dal 13 al 18 ottobre, gli attori Gabriele Graham Gasco, Woody Neri, Giulio Petushi, Arianna Pozzi, Aurora Spreafico e Paolo Zuccari, in una produzione della Compagnia Mauri Sturno. A vent'anni dal debutto dell'adattamento, il titolo rilegge il conflitto di Raskolnikov — giustizia e crimine, colpa e redenzione — per interrogarne la rilevanza nel presente.
Il programma include inoltre l'appuntamento del 9 ottobre al Teatro Verga con Alessio Boni e Marcello Prayer in ai margini della luce - concertato a due per San Francesco d'Assisi, spettacolo che richiama l'insegnamento di Orazio Costa Giovangigli, maestro degli interpreti, nell'anno che ricorda gli ottocento anni dal Cantico delle Creature e dalla morte di Francesco d'Assisi.
Formazione, ricerca e riflessioni sull'attore
Il 13 e 14 ottobre, alla Sala Futura, si svolge il convegno "Prima e oltre l'attore post-novecentesco", seconda giornata del progetto di studi "Genealogie contemporanee dell'attore italiano 2025–2027", a cura di Dario Tomasello. Le giornate riuniscono studiosi e docenti per una riflessione critica sull'attore contemporaneo; al convegno si affianca lo spettacolo Agnulilla, nuovo lavoro dello stesso Tomasello.
Questi appuntamenti sottolineano l'investimento dello Stabile su formazione e ricerca: laboratori, studi sull'arte dell'attore e occasioni di confronto accademico entrano nel cuore della stagione come componenti pari agli spettacoli.
Progetti per il Mediterraneo e nuove drammaturgie
Nello stesso orizzonte si colloca il progetto "Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo", in programma a Ragusa Ibla dal 16 al 18 ottobre. Si tratta di una collaborazione che mette in dialogo due figure dell'immaginario popolare — Pinocchio e Giufà — per aprire una riflessione contemporanea sulle identità e sulle relazioni culturali del Mediterraneo.
Il teatro come spazio pubblico e responsabilità dello Stabile
Per il direttore Marco Giorgetti, la stagione è incarnazione di una visione: "Uno Stabile è vivo quando il palcoscenico resta il suo cuore, ma non diventa il suo confine". Giorgetti evidenzia la duplice funzione del teatro pubblico: produrre grandi spettacoli e al contempo aprire spazi alla creazione, alla formazione, all'incontro con la città. Il progetto mette insieme giovani e maestri, università e comunità, trasformando piazze in scena e laboratori in opportunità concrete di crescita.
La settimana che precede l'apertura di Materia Viva è pensata come un dispositivo di relazione: non una sequenza casuale di appuntamenti, ma un sistema integrato in cui prove aperte, performance in spazi pubblici, convegni e progetti territoriali sono parti di uno stesso disegno culturale che cerca di far dialogare il palcoscenico con la comunità.