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Truffa via SMS a Ragusa: denunciato un 30enne foggiano dopo bonifico di 5.000 euro
Truffa via SMS a Ragusa: denunciato un 30enne foggiano dopo bonifico di 5.000 euro
La Polizia di Stato ricostruisce la truffa: sms 'banca', finto funzionario, primo bonifico di 5.000 euro; scoperto grazie a un tabaccaio e alla denuncia.
La Polizia di Stato di Ragusa ha denunciato in stato di libertà un trentenne originario di Foggia, ritenuto responsabile di un'articolata truffa ai danni di un cittadino che ha perso diverse migliaia di euro.
L'indagine è partita dalla denuncia della vittima, che ha raccontato di aver ricevuto un SMS apparentemente inviato dalla propria banca in cui si segnalava una presunta operazione non autorizzata. Nel messaggio si invitava a contattare immediatamente il servizio clienti al numero indicato, condizione che ha spinto la vittima a telefonare.
Ricostruzione dei fatti
Secondo la ricostruzione degli investigatori, al telefono ha risposto un sedicente funzionario bancario che, con il pretesto di bloccare le presunte transazioni fraudolente, ha convinto l'uomo a eseguire un bonifico di circa 5.000 euro verso un conto corrente indicato come riconducibile a un referente incaricato di verifiche per l'istituto.
Durante tutta l'operazione il falso funzionario ha invitato la vittima a restare in linea e a non far capire ad altri clienti, mentre era allo sportello, di essere impegnata in una chiamata. Il truffatore ha poi tentato di estorcere un ulteriore versamento di circa 1.000 euro da effettuare presso un tabaccaio, ma l'operatore dell'esercizio, insospettito, ha avvertito il cliente della possibile truffa.
Avvertito del rischio, l'uomo ha interrotto la telefonata e si è recato negli uffici della Questura per sporgere denuncia. Le successive indagini hanno permesso alla Polizia di identificare il titolare del conto sul quale erano confluite le somme.
Il presunto responsabile, un trentenne foggiano, è stato denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria con l'accusa di truffa. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità ulteriori e il percorso dei fondi trasferiti.
La Polizia invita a prestare attenzione a messaggi e chiamate sospette: le banche non chiedono mai di trasferire somme o di comunicare codici riservati per bloccare operazioni. In caso di dubbi, la raccomandazione è di rivolgersi direttamente alla propria filiale o agli sportelli ufficiali.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 09 ottobre 2026