Il borgo segreto di Caltanissetta: Borgo Petilia e la curiosità che ha riscritto il suo destino
Borgo Petilia a Caltanissetta: utopia rurale del 1940, declino silenzioso e una curiosità sorprendente sul nome che ne cambiò la storia.
L’ambizione che voleva rifondare la campagna di Caltanissetta
Nel cuore della campagna nissena, tra colline quiete e terre coltivate, sorge Borgo Petilia, una frazione di Caltanissetta nata nel 1940 sotto un nome molto diverso: Borgo Gigino Gattuso. Il progetto era uno dei tasselli dell’imponente piano di riorganizzazione agricola promosso dal regime, che puntava a popolamenti rurali nuovi, autosufficienti e modellati sull'idea di una Sicilia rinnovata. Il borgo venne costruito secondo un disegno urbanistico preciso, con una piazza centrale su cui si affacciavano chiesa, scuola, caserma dei carabinieri, rivendita, alloggi per contadini e artigiani. Tutto era pensato per far nascere una comunità stabile, dotata di ogni servizio essenziale.
Nonostante l’ambizione, le condizioni storiche mutarono rapidamente: le difficoltà del periodo bellico, la mancanza di risorse e il crollo del progetto politico che lo aveva generato ne compromisero lo sviluppo. In pochi anni il borgo, inaugurato nel dicembre del 1940, iniziò a perdere vitalità. Gli edifici che avrebbero dovuto ospitare attività e famiglie rimasero progressivamente vuoti, mentre la popolazione diminuiva fino a ridursi a pochi nuclei. Attraversare oggi Borgo Petilia significa leggere un paesaggio umano sospeso, dove ciò che resta testimonia un’epoca in cui si tentò di reinventare l’entroterra siciliano.
Il lento declino, la resistenza della chiesa e una comunità che non ha abbandonato il luogo
Con il passare dei decenni, Borgo Petilia ha lentamente perso la funzione originaria, trasformandosi in un insediamento sempre più marginale. Molti degli edifici pubblici hanno conosciuto anni di silenzio, mentre il borgo stesso veniva inglobato dalla ruralità circostante. Eppure, non tutto si è spento: la chiesa del Santissimo Crocifisso, progettata come fulcro spirituale e architettonico, è tornata al culto nel 2011 grazie all’impegno degli abitanti e della comunità circostante. Questo gesto ha restituito al borgo una piccola ma significativa continuità, diventando il simbolo di un’identità che, pur indebolita, non si è mai dissolta del tutto.
Oggi Borgo Petilia conta circa 85 residenti, un numero esiguo ma sufficiente a mantenere viva una realtà che, contro ogni previsione, non è stata inghiottita dall’abbandono totale. Passeggiando tra gli edifici, si percepisce ancora l’impronta dell’architettura rurale del periodo, con la piazza centrale che conserva intatta la sua impostazione originaria: un luogo che parla di tentativi, di promesse e di interruzioni improvvise.