I misteri sotterranei di Caltanissetta: trabucchi, zolfo e rocche nissene

Caltanissetta provincia tra trabucchi di Palazzo Moncada, miniere zolfifere, Monumento Redentore e maccalube. Curiosità su carusi, Santa Flavia e eredità geologica.

14 febbraio 2026 15:00
I misteri sotterranei di Caltanissetta: trabucchi, zolfo e rocche nissene - Foto: Eugenio Interguglielmi (1850-1911). - Scansione personale/Wikipedia
Foto: Eugenio Interguglielmi (1850-1911). - Scansione personale/Wikipedia
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Sotto i balconi barocchi del Moncada

Immaginate di camminare per le stradine strette del quartiere Angeli a Caltanissetta, con i balconi barocchi del Palazzo Moncada che si protendono come braccia curiose. Sotto i vostri piedi, però, pulsa un mondo oscuro: il trabuccu, un dedalo di tunnel e pozzi che i principi Moncada usavano per far sparire i nemici. Quel nome dialettale, che sa di trappola e inganno, evoca storie tramandate dai nonni – cadute fatali in voragini senza fondo, fughe notturne verso il convento del Carmine, pettegolezzi su amori proibiti tra nobili e frati. Durante i restauri, hanno sigillato tutto per rischio crolli, ma chi ci è stato dentro giura che l'aria è ancora pregna di segreti sepolti da secoli.wikipedia

Pietrarossa e gli assedi normanni

Non lontano, il Castello di Pietrarossa svetta mozzato sulle colline, reliquia normanna del IX secolo divorata dal terremoto del 1568. Da lì partivano cunicoli per sgusciare fuori durante gli assedi arabi, collegati al cimitero degli Angeli con le sue tombe scavate nella roccia. È come se la terra stessa custodisse la memoria di battaglie dimenticate, con echi che arrivano fino a Delia, nella provincia, dove un altro castello chiaramontano ripete lo schema di passaggi sotterranei.sicilytourist

Carusi nelle viscere zolfifere

E poi c'è lo zolfo, che ha fatto di Caltanissetta la capitale mondiale nell'Ottocento. Immaginate migliaia di gallerie sotto colline come Terrapelata, dove i carusi – bambini di sette anni – arrancavano per 16 ore al giorno con lanterne tremolanti. Quelle miniere si intrecciavano a cunicoli antichi, creando un labirinto vivo e pericoloso: eruzioni di maccalube che sputano fango e gas come vulcani impazziti, tragedie come quella di Gessolungo nel 1881. Oggi quei buchi sono musei spettrali, ma le leggende di tesori moncadini persistono, protetti da trappole e oblio.comuni-italiani

Il Redentore che veglia la valle

Salendo Monte San Giuliano, il Monumento al Redentore vi accoglie con le braccia aperte di Cristo, un colosso di bronzo del 1901 che veglia la valle da 20 metri d'altezza. Scolpito da Benedetto Civiletti, simboleggia la redenzione dei contadini tra cave di tufo e grotte pagane, con tunnel che forse portavano dritti in città. Sotto, la chiesa di Santa Flavia nasconde cripte che uniscono Moncada, gesuiti e cattedrale – perfette per processioni segrete o fughe dal colera, grazie a San Michele.turytrip

Feste e simboli che ribollono

La Fontana del Tritone in Piazza Garibaldi, con il suo dio marino che doma mostri, sembra sussurrare di quei segreti che bollono sotto la superficie. Durante la Settimana Santa, i Variceddi portano il Cristo morto su carri infiorati, mentre sagre di stigliola e ravioli fritti riempiono l'aria di fumo e risate. Nella provincia, Mussomeli ripete il copione con il suo castello traboccato, un reminder che qui la storia si nasconde sempre un po' sottoterra.clicksicilia

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