Un terremoto devastante colpisce il Myanmar | La verità sulle vittime è scioccante!
Terremoto devastante in Birmania: oltre 10.000 morti stimati. Emergenza in tutta Asia, biografie stravolte, aiuti essenziali in arrivo. 🌍💔

Asia in ginocchio: il terremoto in Myanmar potrebbe causare 10.000 morti
ROMA – La scena è apocalittica: a pochi chilometri da Mandalay, il Myanmar centrale è stato devastato da un violento terremoto di magnitudo 7,7, che ha ridotto in macerie edifici, monumenti storici e intere aree urbane. Secondo le stime dell’United States Geological Survey (USGS), il numero delle vittime potrebbe superare le 10.000 unità, un tragico bilancio aggravato dalla densità abitativa e dalle precarie condizioni strutturali degli edifici.
Il governo militare ha riportato un primo bilancio ufficiale di 144 morti e oltre 700 feriti, ma le reali dimensioni della tragedia potrebbero essere ben più gravi. L’onda sismica ha scosso una vasta area, raggiungendo anche Bangladesh, Vietnam, Thailandia e Cina meridionale. A Bangkok, un grattacielo in costruzione è crollato, uccidendo almeno otto operai e lasciando decine di dispersi, costringendo le autorità a dichiarare "zona di emergenza" la capitale thailandese.
L’intensità del sisma è stata paragonata a un terremoto in Sicilia capace di devastare Monaco di Baviera; in termini tecnici, è stato stimato come 300 volte più potente di quello di Amatrice. A Mandalay, il principale ospedale cittadino è stato preso d’assalto da un gran numero di feriti, mentre le strade si sono riempite di rifugi improvvisati, con i residenti troppo spaventati per tornare nelle proprie case.
La crisi arriva in un momento già drammatico per il Myanmar, un paese logorato da anni di conflitti tra la giunta militare e i ribelli. Prima del terremoto, l’ONU stimava che circa 20 milioni di birmani vivessero in condizioni di emergenza, senza accesso a cibo e riparo adeguati. Storicamente, il regime ha ostacolato l’accesso agli aiuti internazionali, ma di fronte all’inevitabilità della catastrofe ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha chiesto supporto alla comunità globale.
António Guterres, segretario generale dell’ONU, ha già annunciato un primo stanziamento di 5 milioni di dollari per gli aiuti umanitari. Anche gli Stati Uniti si sono offerti di inviare aiuti, ma i soccorritori affermano di incontrare notevoli difficoltà a causa delle interruzioni nelle linee elettriche e nelle comunicazioni, spesso perpetrate dalla giunta per controllare il dissenso.
La situazione rimane critica e volatile. I militari, che detengono il controllo solo su una frazione del Paese, potrebbero approfittare della crisi per cementare la loro posizione, ostacolando gli aiuti nelle aree sotto il controllo dei ribelli. La popolazione, intanto, è allo stremo: nei centri colpiti, i sopravvissuti dormono in strada per paura di nuove scosse, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie nella speranza di trovare ancora qualcuno in vita.
In un momento di dolore e disperazione, il mondo guarda al Myanmar, chiedendosi come sia possibile rialzarsi da un colpo così devastante.