Il sito archeologico di Monte Castellazzo a Trapani | Un'antica città dimenticata tra le rocce

Esplora il sito archeologico di Monte Castellazzo a Trapani, un'antica città siciliana dimenticata tra le rocce, che svela segreti millenari e testimonia l'incontro tra civiltà indigene e influenze greche.

A cura di Paolo Privitera
02 aprile 2025 15:00
Il sito archeologico di Monte Castellazzo a Trapani | Un'antica città dimenticata tra le rocce - Foto: Ghitax/Wikipedia
Foto: Ghitax/Wikipedia
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Nel cuore della Sicilia occidentale, il Monte Castellazzo a Trapani si erge maestoso a 614 metri sul livello del mare, custodendo tra le sue rocce i resti di un'antica città che ha attraversato millenni di storia. Questo sito archeologico, situato nei pressi di Poggioreale, rappresenta una testimonianza preziosa delle civiltà che hanno popolato l'isola, offrendo agli studiosi e ai visitatori uno sguardo affascinante su epoche remote.

Un viaggio attraverso le epoche

Le prime tracce di insediamento umano sul Monte Castellazzo risalgono al III millennio a.C., con evidenze di frequentazione durante l'età del Bronzo Medio (XIV-XIII secolo a.C.). Tuttavia, è tra il VI e il V secolo a.C. che il sito raggiunge il suo massimo splendore, diventando uno dei più importanti centri indigeni dell'area belicina, insieme a località come Monte Maranfusa, Entella e Segesta. La posizione strategica del monte, dominante la valle del fiume Belice e le vie di comunicazione tra Selinunte e Segesta, ne fece un punto nevralgico per scambi commerciali e culturali.

Le scoperte archeologiche

Le prime segnalazioni dell'importanza archeologica del Monte Castellazzo di Trapani risalgono al 1876, quando Mons. Vincenzo Di Giovanni ipotizzò che il sito potesse corrispondere all'antica città elima di Alicia. Nel 1956, la scoperta della "Pietra di Poggioreale", un'epigrafe arcaica in dialetto dorico dedicata a Eracle, confermò la rilevanza storica del luogo. Successive campagne di scavo hanno portato alla luce strutture abitative, fortificazioni e necropoli, rivelando una continuità di occupazione fino all'epoca arabo-normanna. In particolare, sono stati individuati:

  • Fortificazioni: resti di mura difensive in grandi blocchi di calcarenite, con porte monumentali che testimoniano l'abilità ingegneristica degli antichi abitanti.
  • Strutture abitative: edifici a pianta rettangolare risalenti all'età tardo-arcaica, alcuni dei quali presentano muri a telaio, tipici dell'architettura dell'epoca.
  • Aree sacre: edifici pluricellulari la cui funzione precisa è ancora oggetto di studio, ma che suggeriscono pratiche rituali o religiose.
  • Necropoli: tombe scoperte alle pendici orientali del monte, che offrono preziose informazioni sulle pratiche funerarie e sulle credenze degli antichi abitanti.

Curiosità: la "Pietra di Poggioreale" e il culto di Eracle

Una delle scoperte più affascinanti del Monte Castellazzo è la già citata "Pietra di Poggioreale". Questa epigrafe, incisa in dialetto dorico, rappresenta una dedica al dio Eracle, indicando la presenza di culti e influenze greche nell'area. La pietra testimonia non solo l'importanza religiosa del sito, ma anche i contatti culturali e commerciali tra le popolazioni indigene e le colonie greche della Sicilia. Questa interazione ha arricchito il patrimonio culturale locale, creando una fusione unica di tradizioni e credenze.

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