Un gioiello liberty nascosto a Palermo: il Teatro al Massimo e le curiosità che non conosci

Scopri il Teatro al Massimo di Palermo: poltrone rosse, Art Nouveau e musical unici nel cuore storico della città.

A cura di Paolo Privitera
29 agosto 2025 18:00
Un gioiello liberty nascosto a Palermo: il Teatro al Massimo e le curiosità che non conosci - Foto: Stendhal55/Wikipedia
Foto: Stendhal55/Wikipedia
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Un gioiello liberty nascosto a Palermo

Il Teatro al Massimo, situato nella piazza omonima accanto al monumentale Teatro Massimo Vittorio Emanuele, è un affascinante cinineteatro liberty inaugurato nel 1924. Disegnato dall’architetto Giovan Battista Santangelo, allievo del Basile, conserva ancora oggi la sua anima originale, con cinema e teatro sotto lo stesso tetto, in puro stile Art Nouveau.
Nel suo elegante atrio le poltrone rosse, le luci sobrie e l’architettura a due livelli creano un’atmosfera intima e raffinata, tanto da farlo percepire non solo come luogo di spettacolo, ma anche come salotto culturale per i palermitani.

Storie di palcoscenico, cinema e rivoluzione culturale

Fin dalla sua apertura, il Teatro al Massimo ha ospitato compagnie teatrali nazionali e prime visioni cinematografiche: una sorta di laboratorio culturale cittadino, sospeso tra teatro di prosa e grande schermo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale molte strutture furono danneggiate e il teatro fu trasformato in cinema di seconda visione, chiuso poi nel 1977 a causa della crisi del settore. Riaperto nel 1992, divenne poi un fulcro per spettacoli, concerti, rassegne audiovisive e musical – un ritorno al ruolo di centro creativo per i nuovi palermitani.

Rinascita moderna e programmazione eclettica

Oggi il teatro offre circa 200.000 spettatori per stagione grazie a una programmazione eclettica che spazia dai musical alle opere teatrali, dai concerti ai film d’autore.
La combinazione di architettura liberty, acustica intima e location storica, rende ogni spettacolo un’esperienza sensoriale completa. I palermitani amano il suo spirito anticonvenzionale, mescolando tradizione teatrale e contaminazioni culturali contemporanee.

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