Un gioiello siciliano dimenticato tra leggende e conquiste, qui oggi ci si sposano anche i VIP

A pochi chilometri dalla splendida Noto, si nasconde la sua versione più antica: un sito archeologico immerso nel verde, tra castelli, grotte e chiese dimenticate!

A cura di Paolo Privitera
29 agosto 2025 12:00
Un gioiello siciliano dimenticato tra leggende e conquiste, qui oggi ci si sposano anche i VIP - Foto: Mboesch/Wikipedia
Foto: Mboesch/Wikipedia
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Un gioiello dimenticato a due passi da Noto

"Chi partendo ha lasciato il cuore in quella terra, desidera solo tornare": con queste parole, attribuite a un antico poeta siculo-arabo, si racchiude l’emozione che Noto sa regalare ai suoi visitatori. Famosa per il suo barocco e per essere diventata recentemente lo scenario di eventi vip come il matrimonio della figlia di Sting, Noto ha un cuore molto più antico di quanto si creda.

Pochi sanno che, prima del devastante terremoto del 1693 che colpì il Val di Noto, la città si trovava su Monte Alveria, oggi sede dei resti della cosiddetta Noto Antica. Un luogo soprannominato la "Pompei medievale", dove è possibile passeggiare liberamente tra rovine e testimonianze storiche che raccontano secoli di dominazioni e rinascite.

Tra leggende e conquiste: la storia millenaria di Noto Antica

Abitata fin dalla preistoria, Noto Antica ha attraversato epoche e dominazioni, diventando prima colonia siracusana, poi città alleata dei Romani che le concessero un proprio senato. Il condottiero siculo Ducezio la trasferì sul Monte Alveria nel V secolo per proteggerla dagli attacchi greci.

Dalla dominazione bizantina a quella araba, fino ai Normanni, Aragonesi e Angioini, ogni popolo ha lasciato un segno. Il cuore cittadino si arricchì nel tempo con fortificazioni, chiese, ospedali e palazzi nobiliari. Ma l’11 gennaio 1693 un potente sisma pose fine alla sua storia: la città fu ricostruita a valle, dando origine alla splendida Noto moderna.

Cosa vedere oggi tra le rovine di Noto Antica

Visitare Noto Antica è un viaggio tra natura e archeologia. All’ingresso si trova la Porta della Montagna, con resti di fortificazioni e feritoie. Poco oltre, il Castello Reale conserva tracce della torre maestra e di muri interni usati anche come carcere: le scritte lasciate dai prigionieri sono ancora visibili.

Tra i ruderi si incontrano anche l’ospedale del XVI secolo, la Chiesa di Santa Maria di Loreto, i resti del Palazzo Landolina di Belludia e la chiesa dei Gesuiti in stile barocco. Si possono esplorare tombe preistoriche, grotte sacre come gli "heroa", e ipogei paleocristiani ed ebraici come la Grotta delle Cento Bocche e la Grotta del Carciofo.

Il parco di Monte Alveria si trova a circa 12 km da Noto e si può visitare liberamente o con l’aiuto di guide locali. Un luogo affascinante che unisce storia, mistero e bellezza naturale, ideale per chi vuole scoprire un volto meno noto, ma altrettanto affascinante, della Sicilia.

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