Ville barocche in un salotto palermitano: il comune siciliano che ha ispirato le opere di Tornatore
Scopri Bagheria, gemma palermitana: ville barocche, set cinematografico di Tornatore e curiosità sorprendenti!

Ville barocche in un salotto palermitano
A pochi chilometri da Palermo, Bagheria – chiamata Baarìa nel dialetto locale – è celebre come la “città delle ville”, con decine di residenze aristocratiche settecentesche e ottocentesche edificate da nobili palermitani alla ricerca di un’oasi estiva elegante e raffinata.
Ville come Villa Butera, Villa Trabia, Villa Cattolica e la leggendaria Villa Palagonia (“dei Mostri”) raccontano una Palermo espansa fuori porta, piena di saloni affrescati, giardini curati e motivi esoterici. È come fare un tuffo nel passato barocco del capoluogo, senza distanze.
Tornatore e il cinema made in Bagheria
Incredibilmente Bagheria è terra di registi e cinema: qui nacque Giuseppe Tornatore e qui ha girato alcune delle sue pellicole più celebri. Il film “Baarìa” (2009) ripercorre la storia di una famiglia bagherese, tra strade, feste e dialetto · fu anche presentato con successo a Venezia.
Ma Bagheria fa da sfondo anche ad altri capolavori: Villa Palagonia compare in “L’avventura” di Antonioni (1960) e in “Mafioso” di Lattuada. Scenari scenografici che non cercano la visibilità, ma finiscono per impressi nella memoria del grande cinema italiano.
Bagheria viva: musica e arte
Non solo ville e cinema, però. Dal 2017 Bagheria ospita la Stagione Concertistica Città di Bagheria, con rassegne classiche, jazz e gospel dentro le storiche ville e chiese locali.
Il Museo Guttuso, allestito nella villa Cattolica, conserva opere pittoriche e reportage fotografici del maestro palermitano Renato Guttuso. Questa è una comunità che investe in arte, musica e cultura pubblica, radicata nella storia ma orientata al futuro.
Curiosità
Sul cancello di Villa Palagonia campeggia un’iscrizione in latino:
“Specchiati in quei cristalli e nell’istessa magnificenza singolar contempla di fralezza mortal l’immago espressa.”
Un monito barocco che invita a riflettere sulla caducità umana mentre si ammirano mostri marmorei e saloni dorati.