Aeroporto di Catania: operatività garantita dopo il ciclone Harry
Aeroporto di Catania - Sicilia racconta la gestione dell’emergenza post ciclone Harry: continuità operativa, lavoro di squadra e tutela dei viaggiatori nonostante il maltempo eccezionale
Negli ultimi giorni la Sicilia è stata travolta da un’ondata di maltempo di eccezionale intensità, descritta come una prova “vera e terribile”, mai vista prima. Piogge torrenziali e vento forte hanno colpito duramente il territorio, mettendo sotto pressione infrastrutture e servizi essenziali. In questo contesto complesso si inserisce il messaggio condiviso da Aeroporto di Catania - Sicilia, che ha voluto raccontare cosa è accaduto dietro le quinte durante le ore più critiche successive al ciclone Harry 🔔✍🏻
La macchina aeroportuale che non si è fermata
Nonostante condizioni operative senza precedenti, lo scalo etneo ha continuato a funzionare. Una scelta organizzativa preventiva ha permesso di garantire continuità territoriale, con la chiusura temporanea del Terminal C e la concentrazione delle attività di accettazione al Terminal A. Una strategia silenziosa ma efficace, che ha assicurato piena regolarità dei voli e disagi ridotti al minimo per i passeggeri, mentre l’infrastruttura veniva costantemente presidiata e monitorata.
Il dato più importante: le persone
Ed è proprio qui che emerge l’informazione chiave. Come si legge nel post di Aeroporto di Catania - Sicilia, scritto da Nico Torrisi, AD SAC – Società Aeroporto Catania e da Antonio Caruso, Direttore territoriale Sicilia Orientale Enac - Ente nazionale per l'aviazione civile, da oggi anche il Terminal C è tornato regolarmente operativo, ma soprattutto ogni singolo viaggio è stato protetto, ogni partenza e ogni ritorno salvaguardati in condizioni che avrebbero potuto bloccare tutto. Questo risultato è stato possibile grazie alle donne e agli uomini della SAC e di Sac Service, insieme ai rappresentanti di ENAC, Enav, enti di Stato e all’intera comunità aeroportuale. Professionalità, coordinamento e fiducia reciproca hanno fatto la differenza, trasformando l’eccezionale in ordinario. Un lavoro che spesso non si vede, ma che oggi merita di essere reso visibile.