Emergenza maltempo, in Sicilia dichiarato lo stato di emergenza

Emergenza nazionale dopo il ciclone Harry: istituzioni al lavoro e prime valutazioni sui danni. Il punto della Regione Siciliana tra territorio, prevenzione e interventi in corso

27 gennaio 2026 09:26
Emergenza maltempo, in Sicilia dichiarato lo stato di emergenza - Credit foto Regione Siciliana
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Il passaggio del ciclone Harry ha lasciato ferite profonde e interrogativi che vanno oltre l’immediata conta dei danni. In Sicilia, il tema della fragilità del territorio torna con forza al centro del dibattito pubblico, mentre istituzioni e comunità locali fanno i conti con un evento che ha messo sotto pressione infrastrutture, coste e centri abitati. In queste ore si moltiplicano le valutazioni politiche e tecniche su come affrontare un contesto climatico sempre più instabile.

Il richiamo alla prevenzione e alla visione di lungo periodo

Dal confronto istituzionale emerge la necessità di una riflessione più ampia. Come sottolineato dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, è urgente ripensare le politiche di tutela delle fasce costiere, alla luce dei cambiamenti climatici che stanno modificando l’ecosistema. Mareggiate sempre più violente e fenomeni estremi impongono una pianificazione concreta e strutturata, capace di proteggere i Comuni costieri e di rafforzare la prevenzione, così come già avviene in altri ambiti di rischio naturale.

Stato di emergenza nazionale e risorse stanziate

Solo nel corso della riunione di questo pomeriggio il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per i danni causati dal ciclone Harry, nominando inoltre i presidenti delle Regioni coinvolte commissari delegati per l’emergenza, con ampi poteri di deroga. Come si legge nel post della Regione Siciliana, è stato disposto uno stanziamento complessivo di 33 milioni di euro destinati alla Sicilia, che “rappresenta il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite”. Queste risorse si aggiungono ai 70 milioni già messi a disposizione dal governo regionale, portando a 103 milioni di euro le somme disponibili per i primi interventi. Schifani, che ha partecipato al Consiglio con rango di ministro come previsto dallo Statuto, ha ribadito che dopo l’ordinanza per le deroghe seguiranno altri decreti per fondi aggiuntivi, annunciando anche l’insediamento di una cabina di regia operativa per accelerare gli interventi: l’obiettivo dichiarato è dare risposte rapide e restituire alle comunità colpite ciò che è stato perduto, senza rallentamenti nei tempi di attuazione.

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