Il bastione che non voleva cedere: la storia sorprendente di un guardiano nascosto di Catania

La storia reale del Bastione San Michele di Catania, fortificazione del XVII secolo sopravvissuta a rivoluzioni, demolizioni e trasformazioni urbane.

19 gennaio 2026 12:00
Il bastione che non voleva cedere: la storia sorprendente di un guardiano nascosto di Catania - Foto: Ferdi2005/Wikipedia
Foto: Ferdi2005/Wikipedia
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La fortezza nata per cambiare il destino della città

Nel cuore di Catania, tra le vie che oggi scorrono senza immaginare cosa sia accaduto nei secoli precedenti, si nasconde una delle strutture più ostinate della sua storia: il Bastione San Michele. È una delle opere difensive costruite per proteggere la città in un’epoca segnata da insicurezza, attacchi e continue trasformazioni politiche. La sua presenza, oggi quasi inglobata nell’urbanizzazione, deriva da un progetto ben preciso: rafforzare l’intero apparato difensivo voluto dai governi spagnoli dell’epoca, che vedevano in Catania un punto strategico da blindare con nuovi bastioni e cortine. Il San Michele faceva parte proprio di questo sistema, un tratto delle mura costruite secondo il modello delle fortificazioni moderne, quelle in grado di resistere alle nuove tecniche d’assedio e di artiglieria. Oggi resta come frammento concreto di un passato in cui la difesa non era un’idea astratta, ma un lavoro quotidiano inciso nella pietra.
La fonte descrive come la sua costruzione si inserisse perfettamente in questo contesto storico, segnando la trasformazione di Catania da città aperta a città fortificata. Nessun mito e nessuna leggenda: a parlare sono i documenti. Il Bastione San Michele nacque come parte integrante della grande opera muraria iniziata nel 1608, e la sua presenza contribuì alla definizione del perimetro urbano per tutto il secolo successivo. Era una struttura imponente, progettata con criteri architettonici difensivi moderni, in linea con gli altri bastioni che circondavano la città. Il suo compito era chiaro: bloccare l’accesso e controllare i movimenti da una delle direzioni più esposte del territorio catanese.

Una demolizione mai completata e un bastione che resiste

La parte più sorprendente della storia del Bastione San Michele, arriva però con l’Ottocento. In quell’epoca molte città europee iniziarono a demolire le proprie mura, ritenute ormai superate e d’intralcio all’espansione urbana, e anche Catania seguì lo stesso percorso. Le mura cinquecentesche e seicentesche vennero progressivamente abbattute, ma il Bastione San Michele riuscì incredibilmente a resistere. Perché? La sua demolizione fu interrotta, e una parte del bastione rimase intatta, diventando uno dei rarissimi frammenti superstiti dell’antico sistema difensivo della città.
Questa sopravvivenza inattesa ha fatto sì che il Bastione San Michele continuasse a testimoniare non solo la storia militare, ma anche la storia urbanistica di Catania. Nel corso del tempo ha cambiato ruolo, ha perso la sua funzione originaria e ha assistito allo sviluppo della città tutto attorno, ma è rimasto lì, come un tassello materiale che racconta un intero secolo di fortificazioni. Oggi la struttura è integrata nel tessuto urbano, trasformata rispetto al passato ma ancora riconoscibile e studiata proprio per il suo valore storico. È uno dei pochi punti in cui la Catania attuale permette di toccare – letteralmente – ciò che rimane dell’antica architettura difensiva spagnola.

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