Il borgo che non doveva esistere: la storia sorprendente di una frazione di Zafferana Etnea

La storia inattesa di Petrulli, la frazione più silenziosa di Zafferana Etnea: origini, trasformazioni e una curiosità che nessuno immagina.

14 gennaio 2026 21:00
Il borgo che non doveva esistere: la storia sorprendente di una frazione di Zafferana Etnea - Foto: Lelezaff/Wikipedia
Foto: Lelezaff/Wikipedia
Condividi

Ai margini di Zafferana Etnea, dove il territorio sfuma in tre comuni

A prima vista Petrulli potrebbe sembrare solo un nome riportato in un elenco, ma dietro quella parola c’è una descrizione precisa e verificabile. La fonte ufficiale la definisce chiaramente come frazione del comune di Zafferana Etnea, nella Città metropolitana di Catania, inserendola a pieno titolo nel territorio etneo. Non si parla di contrade indefinite o di zone vaghe: Petrulli è indicata come una frazione vera e propria, parte integrante del comune, con una collocazione geografica ben delineata. Secondo quanto riportato, la frazione è situata all’estremo limite nord-est del territorio comunale, in una posizione di confine che la mette a contatto diretto con tre altri comuni: Milo, Giarre e Santa Venerina. È un punto in cui le linee amministrative si incontrano, e il testo sottolinea questo ruolo di margine, quasi di soglia, che caratterizza Petrulli all’interno della geografia di Zafferana Etnea. A definire ulteriormente il quadro interviene un elemento concreto: la fonte ricorda che l’area è attraversata dalla strada provinciale che collega Zafferana Etnea a Milo, una direttrice che lega la frazione al resto del territorio e che viene citata come riferimento essenziale per comprenderne la posizione.

Dalle carte di Giarre alle decisioni della Regione: una frazione contesa

La parte più intensa e sorprendente della storia di Petrulli si trova nella sezione dedicata alle vicende amministrative, dove ogni passaggio è riportato in modo puntuale. In origine, la frazione appartenne amministrativamente al Comune di Giarre, come afferma chiaramente la fonte, e questa situazione rimase valida fino al 1934. In quell’anno, il testo specifica che Petrulli, assieme a Monacella e Dagala del Re, fu aggregata al nuovo comune di Santa Venerina, segnando così un primo, importante cambio di appartenenza. Non si tratta di una semplice nota a margine, ma di un vero punto di svolta nella storia del luogo. La seconda svolta arriva nel 1946. Il 24 gennaio di quell’anno, ben 127 abitanti della frazione firmarono e inviarono una richiesta al Presidente della Regione Siciliana, chiedendo esplicitamente la separazione di Petrulli dal Comune di Santa Venerina e la sua annessione al Comune di Zafferana Etnea. La stessa fonte puntualizza che, ancora nel 1946, il 10 novembre, l’amministrazione del Comune di Zafferana Etnea espresse parere favorevole a questa richiesta. La vicenda non si concluse subito, perché il caso arrivò fino al Parlamento della Regione Siciliana, dove il 20 settembre 1950 venne discusso un progetto di legge dal titolo inequivocabile: «Aggregazione della frazione Petrulli del Comune di Santa Venerina al Comune di Zafferana Etnea». In quella sede, secondo quanto riportato, gli abitanti di Petrulli esposero le loro ragioni, lamentando uno stato di trascuratezza da parte del Comune di Santa Venerina, la distanza, l’assenza di rapporti commerciali e sociali, e le difficoltà per i meno abbienti nel ricevere in modo tempestivo l’assistenza del medico condotto e dell’ostetrica comunale. La conclusione di questa lunga controversia è indicata con precisione: la Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana, il 14 aprile 1951, pubblicò il decreto firmato dal Presidente della Regione, Franco Restivo, con cui veniva sancito il definitivo passaggio di Petrulli a Zafferana Etnea, ponendo così fine ad anni di controversie, come recita testualmente la fonte.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia