Il colosso che domina Catania: la storia sorprendente della chiesa di San Nicolò l’Arena

La chiesa di San Nicolò l’Arena, a Catania, rivela un passato fatto di ambizioni enormi, crolli, ricostruzioni e una monumentalità unica in Sicilia.

03 gennaio 2026 15:00
Il colosso che domina Catania: la storia sorprendente della chiesa di San Nicolò l’Arena - Foto: Effems/Wikipedia
Foto: Effems/Wikipedia
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Un gigante nato da una città che voleva rinascere

A Catania, c’è un edificio che non passa mai inosservato. Non è solo grande: è sproporzionato, imponente, quasi deciso a raccontare la sua storia prima ancora di essere guardato. La chiesa di San Nicolò l’Arena, parte del complesso benedettino più vasto d’Europa dopo il Monastero di Mafra in Portogallo, è l’eredità di una stagione drammatica e coraggiosa.
Dopo il devastante terremoto del 1693, la città era in ginocchio. Case distrutte, chiese crollate, strade irriconoscibili. In quel caos, i benedettini scelsero di ricostruire un luogo di culto che non fosse solo una chiesa, ma un simbolo. Qualcosa che dicesse a tutti che Catania non si arrendeva. Così nacque il progetto per una struttura in stile barocco tardivo dalle dimensioni enormi, pensata per superare tutto ciò che la Sicilia avesse mai visto.
Ma il cantiere si rivelò più complicato del previsto. I lavori andarono avanti per decenni, interrotti più volte, e ciò che oggi vediamo è il risultato di una lunga battaglia contro il tempo, i terremoti e una città che cambiava più in fretta degli architetti.

Un’opera maestosa, incompleta eppure unica nel suo genere

Passeggiando davanti alla facciata della chiesa, è impossibile ignorarne l’aspetto incompiuto. Colonne colossali spuntano come radici di marmo, elementi lasciati a metà che sembrano quasi in attesa di una mano che non arriverà più. Eppure proprio quell’incompiutezza dona alla struttura un fascino particolare.
Entrando, si percepisce un’atmosfera diversa dalle altre chiese barocche della città. L’interno è vasto, luminoso, scandito da pilastri giganteschi e da una cupola che domina lo spazio con un’eleganza imponente. La navata centrale è così ampia che sembra quasi voler ricordare quanto ambizioso fosse il progetto originale.
Non meno affascinante è il legame con il Monastero dei Benedettini, un complesso che negli anni è diventato casa per studiosi, religiosi, studenti e visitatori. La chiesa, pur nella sua incompiutezza, mantiene un’aura di potenza architettonica che poche altre costruzioni possiedono: un equilibrio raro tra ciò che è stato finito e ciò che non è mai stato ultimato, come se l’edificio stesso volesse conservare la memoria del passato.

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