Il Comune di Palermo e la condanna all'oratorio: un allerta per il futuro della comunità
Una città che silenzia i bambini è una città priva di futuro. Difendiamo gli oratori come spazi vitali di crescita e socialità! 🌟🤝🎉
L’Oratorio della Parrocchia di Santa Teresa Condannato per Eccessivo Rumore: La Reazione del Consigliere Zacco
La recente condanna inflitta all’oratorio della Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù ha sollevato un ampio dibattito in città. Le attività ludiche dei bambini, considerate di “eccessivo rumore” dall’Autorità Giudiziaria, sono al centro di una controversia che invita a riflettere sul modello di città che vogliamo costruire.
“Una città che arriva a sanzionare il gioco dei bambini rischia di smarrire il senso stesso della comunità”, ha affermato il consigliere Ottavio Zacco. La sua dichiarazione esprime una preoccupazione profonda che va oltre la specifica condanna e invita a considerare l’importanza degli oratori come luoghi di aggregazione e crescita.
Zacco ha sottolineato come gli oratori non siano semplici spazi ricreativi, ma veri e propri “presìdi educativi, sociali e culturali”. In molte aree di Palermo, essi rappresentano l’unico punto di riferimento per i bambini, dove il gioco diventa uno strumento fondamentale per la formazione e la socializzazione. “Preferisco il ‘caos’ ordinato di un oratorio pieno di bambini,” ha aggiunto, “alle strade silenziose ma popolate da ragazzi lasciati a se stessi”.
“Quel rumore non è disturbo: è vita, è prevenzione sociale, è futuro”, ha dichiarato il consigliere, evidenziando la drammatica carenza di spazi di aggregazione per i minori nella città. Penalizzare le realtà come l’oratorio, che offre servizi fondamentali in un contesto di difficoltà, equivale a “indebolire ulteriormente il tessuto sociale della città”.
La questione tocca un tema delicato: il diritto al gioco e alla socialità deve essere tutelato, senza criminalizzare quelle attività educative che rappresentano una risorsa preziosa per la comunità. “Abbiamo tutti il dovere di riconoscere formalmente il ruolo degli oratori come beni sociali di interesse collettivo”, ha concluso Zacco, richiamando tutti a ponderare le conseguenze di decisioni che vanno a ledere l’infanzia e l’educazione.
Palermo si trova davanti a una scelta cruciale: “Una città che non tollera le voci dei suoi bambini è una città che rischia di non avere voce domani”, ammonisce il consigliere. Un invito a riflettere su quale futuro stiamo costruendo e su quali valori intendiamo promuovere nella nostra comunità.