Il monte catanese che custodisce un passato millenario: tra antica città siculo-greca e scoperte sorprendenti
Monte Adranone, sito archeologico tra Sambuca e Sciacca: resti di mura, necropoli, templi e una curiosità affascinante della città antica.
Un luogo che racconta una città scomparsa
Monte Adranone è uno dei siti archeologici più significativi della Sicilia sud-occidentale. Situato tra Sambuca di Sicilia e Sciacca, conserva i resti di un antico centro indigeno poi ellenizzato. Il luogo mostra infatti testimonianze architettoniche che risalgono alla fase sicula e a quella greca, permettendo di ricostruire la storia di una città che per secoli controllò l’area circostante. L’altura su cui sorge il sito domina il territorio e spiega la scelta difensiva degli antichi abitanti. Qui sono visibili i resti della cinta muraria, delle porte urbiche, delle case e degli spazi pubblici che costituivano il tessuto della città.
Mura, necropoli e strutture monumentali
Il sito è noto per il suo straordinario stato di conservazione e per la varietà degli elementi archeologici. Tra i più importanti vi sono le mura poligonali, costruite con grandi blocchi, e le zone residenziali che documentano l’evoluzione dell’insediamento. Un ruolo centrale è rivestito dalla necropoli, che testimonia le pratiche funerarie della comunità e restituisce oggetti e strutture fondamentali per la ricostruzione del passato. Di particolare rilievo è anche l’area del tempio, elemento monumentale che indica il culto praticato sul monte e il ruolo religioso del luogo. Tutti questi elementi compongono un quadro ricco di storia che rende Monte Adranone uno dei siti più affascinanti del paesaggio archeologico siciliano.
Curiosità: la città con due anime
Una delle peculiarità più interessanti del sito riguarda la sua doppia identità. Monte Adranone mostra infatti un’anima sicula e una greca, fuse progressivamente nel corso dei secoli.