Il palazzo che ingannò Catania: la storia sorprendente del Palazzo Asmundo e della sua trasformazione segreta
Il Palazzo Asmundo di Catania: dalla ricostruzione settecentesca alla trasformazione ottocentesca che ne cambiò per sempre l’identità.
Una dimora nobiliare rinata dopo il disastro
Nel centro di Catania, lungo via Vittorio Emanuele II 159, sorge il Palazzo Asmundo, un edificio che porta sulle sue mura il segno di uno dei momenti più tragici della storia cittadina: il terremoto del 1693. La ricostruzione successiva trasformò la città e anche il palazzo, che assunse un aspetto nuovo e un’impronta architettonica coerente con la rinascita barocca catanese. Le fonti documentano che il palazzo venne riedificato dopo il sisma e che la facciata principale, strutturata con due ordini sovrapposti, presenta un disegno severo ma elegante, con balconi e aperture che seguono un ritmo preciso e armonico. L’edificio mostra caratteristiche riconducibili alla stagione della grande ricostruzione, un periodo in cui Catania cercò non solo di recuperare ciò che era stato perso, ma di guardare avanti con una nuova ambizione urbana.
Le trasformazioni dell’Ottocento che cambiarono tutto
Il Palazzo Asmundo non rimase immobile nel tempo. Nel XIX secolo, infatti, l’edificio subì una serie di modifiche significative, tra cui l’aggiunta del piano nobile e la ridefinizione dell’impianto interno. L’intervento ottocentesco cambiò il rapporto tra i volumi e ampliò la sua presenza visiva sulla strada. L’ingresso monumentale, caratterizzato da un portale in pietra lavica, venne mantenuto come fulcro scenografico, mentre il resto dell’edificio fu adattato alle nuove esigenze abitative della famiglia. Il risultato fu un palazzo che univa i segni della ricostruzione settecentesca con quelli delle trasformazioni moderne, creando una stratificazione che oggi rappresenta uno degli aspetti più affascinanti dell’architettura catanese.