Il piacentino ennese e la curiosità che rende unico il formaggio più sorprendente di Enna
Il piacentino ennese nasce tra le colline di Enna e custodisce una curiosità antica che lo rende diverso da qualsiasi altro formaggio siciliano.
Il piacentino ennese è uno di quei prodotti che non si limitano a raccontare un territorio: lo rappresentano. Nelle campagne attorno a Enna, quando le greggi tornano alle stalle e l’aria profuma ancora di pascolo, si capisce perché questo formaggio sia considerato un simbolo della zona. La sua storia è legata al ritmo antico della transumanza e alle mani esperte dei casari che, da secoli, trasformano il latte ovino in un prodotto dal colore e dall’aroma inconfondibili. Non è un formaggio che si dimentica: la prima cosa che colpisce è il giallo intenso, quasi dorato, che cattura lo sguardo prima ancora del sapore.
Un colore che racconta la Sicilia e una tecnica rimasta immutata
La caratteristica principale del piacentino ennese è il suo colore, frutto dell’aggiunta dello zafferano, una spezia preziosa che qui viene coltivata fin dal Medioevo. Non si tratta di un dettaglio estetico, ma di un vero tratto identitario: lo zafferano, sciolto nel latte ancora caldo, dona al formaggio non solo la tonalità tipica, ma anche un profumo lieve e persistente che ricorda i campi a fine estate. Alla miscela si aggiungono granelli di pepe nero, che nei secoli hanno assunto la funzione di esaltare e bilanciare la dolcezza naturale dello zafferano, creando un equilibrio che i casari difendono con cura.
La lavorazione segue un rituale preciso. Il latte crudo viene cagliato con metodi tradizionali, la pasta viene rotta a mano e poi modellata in forme che, una volta salate, vengono lasciate stagionare lentamente. La maturazione può durare mesi, durante i quali le forme vengono girate e controllate una per una: un gesto che sembra semplice, ma che richiede un occhio capace di leggere ogni segnale. È in questa fase che il piacentino ennese assume consistenza, aroma e quella personalità che lo distingue da ogni altro pecorino siciliano.
Enna, le sue colline e un formaggio che nasce dalla pazienza
Il piacentino ennese non è un prodotto nato per caso. La sua origine è legata al territorio, un’area interna dove il clima più fresco e i pascoli ricchi di essenze spontanee influenzano la qualità del latte. Per secoli le famiglie contadine hanno perfezionato la ricetta, tramandandola senza clamore, come si fa con i saperi che fanno parte della vita quotidiana. L’ottenimento della DOP, nel 2011, ha fissato un riconoscimento ufficiale a quello che nella zona era sempre stato considerato “il formaggio buono”, quello da servire nei giorni di festa o nei pranzi più importanti.
Il gusto del piacentino ennese cambia con il tempo: da giovane è dolce e profumato, mentre con la stagionatura diventa più deciso, leggermente piccante, ricco di sfumature che riportano alle erbe dei pascoli e al lavoro lungo delle mani che lo curano. È un formaggio che rappresenta la parte più autentica dell’entroterra siciliano, lontano dal mare ma ricco di storie, lavoro e tradizioni.