Il rifugio storico nel cuore di Palermo dove gli alberi parlano e la storia ha lasciato un enigma irrisolto

Il giardino Garibaldi di Palermo custodisce alberi secolari, simboli politici e una curiosità sorprendente legata all’identità italiana.

21 gennaio 2026 21:00
Il rifugio storico nel cuore di Palermo dove gli alberi parlano e la storia ha lasciato un enigma irrisolto - Foto: Carlocolumba/Wikipedia
Foto: Carlocolumba/Wikipedia
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Il salotto verde della città antica

Nel cuore della Kalsa, uno dei quartieri più carichi di memoria di Palermo, sorge il giardino Garibaldi, un luogo che sembra sospeso nel tempo. Chi entra si ritrova avvolto da ficus giganteschi, radici monumentali e un silenzio che contrasta con il traffico circostante. È un giardino che non si limita a essere bello: è un frammento di storia nazionale incastonato nel tessuto della città.

Realizzato nell’Ottocento, quando Palermo viveva una stagione di trasformazioni urbanistiche e politiche, il giardino fu pensato come spazio pubblico aperto, simbolo di una nuova idea di cittadinanza. Il suo nome, dedicato a Giuseppe Garibaldi, richiama un’epoca in cui la città partecipò attivamente ai movimenti risorgimentali che portarono all’unità d’Italia.

Il luogo dove natura e politica si incontrano

Gli enormi ficus macrophylla columnaris, tra i più grandi d’Europa, sono una delle attrazioni principali del giardino. Le loro radici aeree scendono dai rami come colonne viventi, creando architetture vegetali che sembrano uscite da un romanzo d’avventura. Sotto queste chiome imponenti, generazioni di palermitani hanno trovato ombra, riparo e ispirazione.

Il giardino ospita anche busti, iscrizioni, monumenti risorgimentali e una recinzione in ferro battuto che, alla sua inaugurazione, fu considerata un vero capolavoro di artigianato urbano. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera in cui natura e storia si intrecciano senza soluzione di continuità.

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