Il tesoro nascosto tra Catania e la Valle dell’Aci: il parco che rivela una storia rimasta sotto silenzio per secoli
Il Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci svela resti antichi, teatri e memorie sommerse che raccontano un passato unico della Sicilia.
Dove Catania nasconde il suo passato più antico
Camminare tra le vie centrali di Catania significa sfiorare, spesso senza accorgersene, un mondo che la città ha custodito sotto strati di lava, terremoti e ricostruzioni continue. Il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci riunisce proprio quel patrimonio sommerso che, per secoli, è rimasto protetto dal tempo più che dagli uomini. Oggi permette di comprendere quanto la città fosse viva già in epoca romana, con un tessuto urbano articolato, servizi pubblici, luoghi di spettacolo e quartieri che oggi emergono solo a tratti.
All’interno del parco si trovano alcuni dei monumenti più rappresentativi: l’anfiteatro romano, nascosto in gran parte sotto Piazza Stesicoro; il teatro romano e l’Odeon, che rivelano un lato più intimo della vita di allora; fino ai resti delle terme e degli edifici che testimoniano una città complessa, piena di incontri e scambi. Questo insieme di siti racconta un’antichità ancora pulsante, che ha attraversato secoli di eruzioni e ricostruzioni senza perdere la propria impronta.
Un territorio che unisce lava, mare e storie millenarie
Il Parco non si limita al cuore urbano di Catania: si allarga verso la Valle dell’Aci, seguendo quel tratto di costa modellato da leggende, fondate su miti greci e su paesaggi scolpiti dalla lava. Qui i resti archeologici si intrecciano con scenari naturali che mutano costantemente, tra scogliere nere, insediamenti costieri e antichi insediamenti che testimoniano una presenza umana intensa e molto più articolata di quanto si possa immaginare.
È un paesaggio che combina opere romane, stratificazioni medievali e tracce della vita quotidiana di civiltà che si sono succedute per migliaia di anni. Passeggiare tra questi siti significa entrare in una narrazione che cambia da un luogo all’altro: il teatro che racconta la città, la valle che rivela l’antico rapporto tra uomini e mare, le rovine che emergono tra le case moderne. Il parco è un archivio a cielo aperto che permette di leggere la storia con lo sguardo rivolto sia al passato sia a ciò che oggi ne resta.