La statua di Palermo che osserva tutti da secoli e nasconde un dettaglio sorprendente

Nel cuore di Palermo, la Fontana del Genio a Villa Giulia custodisce simboli antichi e una curiosità che pochi notano davvero.

01 gennaio 2026 18:00
La statua di Palermo che osserva tutti da secoli e nasconde un dettaglio sorprendente - Foto: Dedda71/Wikipedia
Foto: Dedda71/Wikipedia
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Il custode silenzioso della città

Chi entra a Villa Giulia, una delle passeggiate più care ai palermitani, spesso si ferma davanti alla figura che domina la grande fontana circolare. Il Genio di Palermo, scolpito nel Settecento, non ha il tono severo dei monumenti che rappresentano potere o gloria. È un volto placido, quasi assorto, che sembra osservare senza giudicare. Non è un santo, non è un re, non è un politico: è qualcosa di più antico, quasi primordiale, un simbolo che attraversa epoche diverse e che si è radicato nella memoria collettiva molto prima dei balconi barocchi e dei palazzi nobiliari.
La sua presenza qui non è casuale. Nel secondo Settecento, quando Villa Giulia prese forma come giardino pubblico, la città volle collocare al centro un’immagine che parlasse ai cittadini più di qualsiasi iscrizione. Il Genio, con il serpente che gli si avvolge sul petto, rappresentava l’identità di Palermo, un’idea di protezione e forza tranquilla che i palermitani riconoscevano immediatamente, senza bisogno di spiegazioni.

Una fontana che racconta la Palermo illuminista

La Fontana del Genio non è solo una scultura: è un piccolo sistema simbolico, progettato per essere ammirato da ogni lato. Attorno alla figura centrale, si apre una composizione curata che riflette l’ambizione culturale della Palermo del tempo, quando la città cercava di mostrarsi moderna e raffinata. Villa Giulia stessa, con le sue geometrie ordinate, rispecchiava questa volontà di trasformare un luogo pubblico in un salotto all’aria aperta, accessibile e decoroso.
Il Genio, però, rimane l’elemento che cattura lo sguardo. La sua immagine non ha nulla di improvvisato: è parte di una lunga tradizione iconografica, già presente in altri luoghi della città. Eppure qui, in mezzo al verde e al silenzio del parco, sembra assumere una dimensione diversa, quasi più intima. Chi lo osserva da vicino nota la calma dello sguardo, la postura naturale, l’apparente semplicità della figura. Nulla in questa statua è ostentato: la sua forza non sta nella grandezza, ma nell’essere immediatamente riconoscibile, come se fosse un volto familiare che si incontra ogni giorno.

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