Le sorprendenti gallerie segrete di Palermo che nascondono una curiosità incredibile
I qanat di Palermo, antiche opere idrauliche arabe, custodiscono una curiosità sorprendente che ha trasformato per sempre la vita urbana.
Il mondo sotterraneo che ancora respira
Sotto le strade di Palermo esiste un universo nascosto, silenzioso e ingegnoso: i qanat, un sistema idrico realizzato dagli arabi tra il IX e il XI secolo. Sono gallerie scavate nel sottosuolo, capaci di intercettare le falde e portare l’acqua in superficie senza l’uso di pompe. Un capolavoro tecnico che ha garantito per secoli la sopravvivenza della città e delle sue coltivazioni.
Camminare lungo un qanat significa entrare in un’altra dimensione. Le pareti sono umide, il suono dell’acqua si mescola al silenzio e la luce filtra appena dai pozzi verticali. È un percorso che racconta un rapporto con l’acqua basato su rispetto, equilibrio e ingegno. Senza questi canali sotterranei, Palermo non avrebbe potuto crescere come grande città agricola, commerciale e politica.
L'opera araba che ha cambiato Palermo
Gli arabi introdussero a Palermo un nuovo modo di concepire la gestione idrica. I qanat non servivano solo per l’approvvigionamento, ma anche per mantenere sani i terreni, irrigare giardini e alimentare fontane e vasche. Molti degli antichi “giardini di delizia” palermitani esistevano proprio grazie a queste gallerie sotterranee.
Alcuni qanat sono ancora oggi percorribili, come quello di Borgo Nuovo e quello del Gesuitico Alto, testimonianze straordinarie di un passato tecnico avanzatissimo. Ogni tratto è diverso: cunicoli stretti, passaggi più larghi, pozzi d’aria e camere d’ispezione. È la prova evidente di quanto la civilizzazione araba avesse portato innovazione e conoscenza a Palermo.