Le sorprendenti gallerie segrete di Palermo che nascondono una curiosità incredibile

I qanat di Palermo, antiche opere idrauliche arabe, custodiscono una curiosità sorprendente che ha trasformato per sempre la vita urbana.

22 gennaio 2026 21:00
Le sorprendenti gallerie segrete di Palermo che nascondono una curiosità incredibile - Foto: Archipenzolo/Wikipedia
Foto: Archipenzolo/Wikipedia
Condividi

Il mondo sotterraneo che ancora respira

Sotto le strade di Palermo esiste un universo nascosto, silenzioso e ingegnoso: i qanat, un sistema idrico realizzato dagli arabi tra il IX e il XI secolo. Sono gallerie scavate nel sottosuolo, capaci di intercettare le falde e portare l’acqua in superficie senza l’uso di pompe. Un capolavoro tecnico che ha garantito per secoli la sopravvivenza della città e delle sue coltivazioni.

Camminare lungo un qanat significa entrare in un’altra dimensione. Le pareti sono umide, il suono dell’acqua si mescola al silenzio e la luce filtra appena dai pozzi verticali. È un percorso che racconta un rapporto con l’acqua basato su rispetto, equilibrio e ingegno. Senza questi canali sotterranei, Palermo non avrebbe potuto crescere come grande città agricola, commerciale e politica.

L'opera araba che ha cambiato Palermo

Gli arabi introdussero a Palermo un nuovo modo di concepire la gestione idrica. I qanat non servivano solo per l’approvvigionamento, ma anche per mantenere sani i terreni, irrigare giardini e alimentare fontane e vasche. Molti degli antichi “giardini di delizia” palermitani esistevano proprio grazie a queste gallerie sotterranee.

Alcuni qanat sono ancora oggi percorribili, come quello di Borgo Nuovo e quello del Gesuitico Alto, testimonianze straordinarie di un passato tecnico avanzatissimo. Ogni tratto è diverso: cunicoli stretti, passaggi più larghi, pozzi d’aria e camere d’ispezione. È la prova evidente di quanto la civilizzazione araba avesse portato innovazione e conoscenza a Palermo.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia