L'invaso acquifero che ha cambiato il volto di Licodia Eubea e che nessuno conosce

Il lago Dirillo di Licodia Eubea, invaso artificiale tra gli Iblei, custodisce storia, natura e una curiosità che sorprende ogni visitatore.

17 gennaio 2026 15:00
L'invaso acquifero che ha cambiato il volto di Licodia Eubea e che nessuno conosce - Foto: Cinegg/Wikipedia
Foto: Cinegg/Wikipedia
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L’invaso che ha cambiato il volto di Licodia Eubea

In mezzo alle colline di Licodia Eubea, nel cuore dell’entroterra catanese, sorge un luogo che non esisteva fino a pochi decenni fa: il lago Dirillo, chiamato da molti anche lago di Licodia. Si tratta di un invaso artificiale, creato dallo sbarramento del fiume Dirillo tramite la diga Ragoleto, un’opera che ha ridisegnato il paesaggio degli Iblei trasformando un’area rurale in uno specchio d’acqua sorprendente.
La sua presenza non è casuale: venne progettato come bacino idrico in un territorio dove l’acqua è sempre stata un bene prezioso. Oggi il lago Dirillo rappresenta uno dei più estesi invasi della zona, disteso a circa 450 metri di altitudine e circondato da boschi, pendii e tratti di macchia mediterranea. Le sue sponde toccano in minima parte anche il comune di Monterosso Almo, segno che l’invaso ha superato i confini originari del territorio di Licodia Eubea fino a inserirsi naturalmente nel paesaggio ibleo.

Natura, pesca e un silenzio che sembra sospeso

Chi arriva al lago Dirillo resta colpito dall’atmosfera inaspettata: una distesa d’acqua calma, spesso avvolta da un silenzio assoluto, interrotto solo dal vento che sfiora la superficie. Il lago è oggi una meta amata dagli appassionati di pesca sportiva, grazie alla presenza di specie come trote, persici, carpe e lucci. La varietà della fauna ittica è una diretta conseguenza della qualità delle acque e della profondità del bacino, che raggiunge valori notevoli per un invaso collinare.
Accanto alla pesca, il lago è utilizzato anche per attività come il canottaggio e la canoa, specialità praticate grazie alle condizioni favorevoli del bacino. Alcuni tratti delle sue sponde sono stati nel tempo resi accessibili, rendendo il Dirillo un punto di riferimento per chi cerca un contatto diretto con la natura, lontano dai flussi turistici più intensi della Sicilia orientale.

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