Ponte sullo Stretto di Messina, il decreto che può sbloccare i cantieri: attesa per la svolta decisiva

Ponte sullo Stretto di Messina annuncia l’arrivo del decreto per sbloccare la nuova delibera CIPESS e superare i rilievi della Corte dei Conti

26 gennaio 2026 09:45
Ponte sullo Stretto di Messina, il decreto che può sbloccare i cantieri: attesa per la svolta decisiva - Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
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Il Ponte sullo Stretto di Messina è da anni al centro del dibattito pubblico, tra annunci, stop istituzionali e ripartenze mancate. Un’opera considerata strategica per il Paese, ma che ha dovuto fare i conti con passaggi amministrativi complessi e con un iter autorizzativo tutt’altro che lineare. Nel tempo, ogni avanzamento è stato accompagnato da grande attenzione mediatica e da aspettative elevate, soprattutto nei territori direttamente coinvolti.

Il cronoprogramma e i rallentamenti

Secondo il piano originario, i lavori sarebbero dovuti partire alla fine del 2025 con le opere propedeutiche: dalla bonifica del territorio per la possibile presenza di ordigni bellici, allo spostamento dei sottoservizi, fino al rifacimento della rete fognaria e alla messa in sicurezza idrogeologica dell’area. La fase dei lavori veri e propri, comprensiva delle opere accessorie e dei raccordi stradali e ferroviari, era invece prevista per la prima metà del 2026. Tuttavia, lo stop imposto dalla Corte dei Conti ha determinato un rallentamento dell’intero processo di almeno sei mesi, congelando di fatto l’avvio dei cantieri.

Il decreto atteso e le prospettive future

Come si legge nel post di Ponte sullo Stretto di Messina, in settimana dovrebbe arrivare il decreto che consentirà di procedere verso una nuova delibera CIPESS e di superare i rilievi della Corte dei Conti che hanno finora bloccato l’avvio dei cantieri per la realizzazione dell’opera. Un passaggio decisivo che potrebbe sbloccare l’intero iter e permettere, entro la metà di quest’anno, l’avvio effettivo dei lavori. L’obiettivo resta ambizioso: arrivare all’apertura al traffico nel 2033, consentendo a treni e veicoli di muoversi tra Sicilia e continente senza interruzioni, in pochi minuti e con un impatto ambientale nettamente inferiore rispetto all’attuale sistema di traghettamento. Una situazione unica al mondo che oggi costa all’economia siciliana circa 7 miliardi di euro l’anno, penalizzando milioni di cittadini e migliaia di imprese. Continueremo ad aggiornarvi sugli sviluppi, confidando che questa sia davvero la volta buona.

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