Catania, la ciclabile di viale Africa arriva alla stazione: allarme per una corsia sul marciapiede

Lungomare Liberato segnala l'arrivo dei cordoli fino alla stazione centrale ma denuncia rischi per i pedoni e criticità sui cantieri cittadini.

26 febbraio 2026 12:53
Catania, la ciclabile di viale Africa arriva alla stazione: allarme per una corsia sul marciapiede - Credit Foto Lungomare Liberato
Credit Foto Lungomare Liberato
Condividi

Secondo un post della pagina social Lungomare Liberato, la pista ciclabile di viale Africa è stata estesa fino alla stazione centrale: negli ultimi giorni sarebbero stati posizionati gli ultimi cordoli. L'associazione però avverte che la corsia in direzione nord potrebbe essere realizzata sul marciapiede, con possibili pericoli per i pedoni e la cancellazione dei vantaggi attesi in termini di mobilità sostenibile.

Il post segnala in modo puntuale la criticità tecnica: la realizzazione su marciapiede trasformerebbe lo spazio pedonale in corsia ciclabile, creando potenziali conflitti fra utenti. La pagina avverte che una soluzione del genere annullerebbe i benefici di una pista progettata correttamente e accessibile.

Lungomare Liberato sottolinea inoltre come le ciclabili dovrebbero sottrarre spazio alle auto, non ai pedoni: l'associazione indica esempi concreti di aree dove intervenire, facendo riferimento a divieto di sosta, doppia fila e alla quinta corsia di viale Vincenzo Giuffrida. Nel post si sostiene che la sottrazione di spazio alle autovetture è la leva da usare per promuovere spostamenti più sostenibili.

Segnalata anche una criticità separata in centro: in via Santa Sofia sarebbe stata ricoperta, in modo grezzo, una buca che nei giorni scorsi aveva suscitato discussione tra residenti e utenti. Il tono del messaggio denuncia una qualità dei lavori ritenuta insufficiente rispetto alle esigenze della viabilità urbana.

La stessa pagina solleva il tema della rete ciclabile complessiva: "Chissà quando arriverà una vera rete a Catania con ciclabili ben realizzate, tutte connesse tra loro": secondo il post solo con una rete coerente le piste potranno essere usate in massa da monopattinatori, ciclisti e diversamente abili/anziani in carrozzine (e non), con un effetto sulla riduzione del traffico cittadino.

Contesto e implicazioni

La segnalazione mette in evidenza due questioni rilevanti per la mobilità urbana: la sicurezza degli utenti e la qualità progettuale delle infrastrutture. Una corsia ricavata sul marciapiede solleva problemi di convivenza tra pedoni e ciclisti, oltre a possibili criticità normative e di accessibilità. Allo stesso tempo, l'assenza di una rete connessa limita l'impatto complessivo delle singole opere sullo spostamento sostenibile.

Al momento il post funge da punto di avvio del dibattito pubblico; non contiene riferimenti a una replica formale dell'amministrazione comunale o dell'ente appaltante. Sarà importante una pronuncia ufficiale per chiarire progetto, sicurezza e tempi di completamento dei lavori, oltre alla modalità con cui verrà garantita l'accessibilità dei marciapiedi.

La vicenda riporta al centro la scelta tecnica e politica su come redistribuire lo spazio stradale nelle città: la posta in gioco è la possibilità di favorire mezzi non inquinanti e utenti vulnerabili senza compromettere la sicurezza dei pedoni. Nell'immediato restano aperte le richieste di trasparenza sui cantieri e sulla programmazione di una rete ciclabile organica che colleghi i tratti realizzati.

Seguiranno aggiornamenti se e quando arriveranno comunicazioni ufficiali dalle autorità competenti o ulteriori verifiche sul campo. Nel frattempo la discussione fra associazioni, residenti e amministrazione resta il canale principale per sollevare dubbi e proposte sulla mobilità cittadina.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia