La pista ragusana che ha visto tragedie, voli e una scoperta inattesa

L’Aviosuperficie Giubiliana di Ragusa tra voli sportivi, incidenti reali e un’antica presenza archeologica nascosta sotto le piste.

08 febbraio 2026 15:00
La pista ragusana che ha visto tragedie, voli e una scoperta inattesa - Foto: Sal73x/Wikipedia
Foto: Sal73x/Wikipedia
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Dove il cielo di Ragusa incontra una storia poco conosciuta

A pochi chilometri da Ragusa e da Marina di Ragusa, immersa nel paesaggio aperto della contrada Giubiliana, si trova l’Aviosuperficie Giubiliana, una delle infrastrutture aeronautiche più meridionali d’Europa dedicate all’aviazione generale. All’apparenza è una semplice pista per piccoli velivoli, ma la sua storia recente e il contesto in cui sorge raccontano molto di più.
La struttura dispone di due piste: una principale asfaltata lunga circa 680 metri e una secondaria in erba di circa 500 metri, entrambe orientate 07/25. È dotata di illuminazione notturna e servizi di rifornimento, caratteristiche che negli anni l’hanno resa un punto di riferimento per piloti privati, scuole di volo e appassionati dell’aviazione sportiva. Qui, il silenzio delle campagne ragusane viene spesso rotto dal rombo dei motori, creando un contrasto netto tra tradizione agricola e tecnologia moderna.
Nonostante le dimensioni contenute, l’aviosuperficie ha assunto un ruolo importante nel panorama aeronautico siciliano, diventando un luogo familiare per chi vola lungo le rotte del Mediterraneo.

Incidenti reali che hanno segnato la memoria del territorio

L’Aviosuperficie Giubiliana è legata anche a eventi drammatici, documentati e profondamente impressi nella memoria locale. Nel maggio del 2006, un aereo monomotore da turismo, partito con destinazione Pantelleria, fu costretto a rientrare subito dopo il decollo a causa di un malfunzionamento. Il velivolo si schiantò contro un muro a secco al termine della pista, causando la morte dei tre occupanti, cittadini svizzeri.
Solo pochi mesi dopo, nel gennaio del 2007, un altro grave incidente colpì l’area: un Cessna 172, proveniente da Palermo, precipitò durante la fase di avvicinamento all’aviosuperficie, incendiandosi all’impatto e provocando nuovamente tre vittime.
Questi episodi hanno acceso negli anni riflessioni sulla complessità del volo leggero, sulle condizioni meteorologiche della zona e sulle difficoltà operative di una pista corta, ricordando quanto l’aviazione, pur affascinante, resti un’attività delicata. L’aviosuperficie è così diventata anche un luogo di memoria e rispetto.

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