Vassallaggi e le origini perdute: San Cataldo tra Sicani, romani e curiosità incredibili
San Cataldo nasconde Vassallaggi, sito archeologico sicano del VI secolo a.C. con tempio a Demetra, necropoli ricche e mura elleniche. Storie di culti antichi nella piana nissena.
Le colline che sussurrano di Falaride
Nelle colline a sud di San Cataldo, tra campi di grano e ulivi secolari, Vassallaggi emerge come un fantasma del passato sicano, un villaggio fortificato del VI secolo a.C. che forse era Motyon, la prima roccaforte agrigentina conquistata dal tiranno Falaride. Immaginate guerrieri con elmi crestati che vegliano mura in calcare bianco, alte tre metri alla base, mentre donne portano offerte a un tempio dedicato a Demetra e Kore – dee della terra fertile, simbolo della piana nissena che ancora oggi dà pane e vino. Gli scavi dal 1900 hanno portato alla luce case rettangolari, vie ortogonali ellenizzate dal V secolo, e un santuario con altari per riti misterici, dove il culto femminile si intrecciava a sacrifici per piogge abbondanti. Non è un sito isolato: qui la storia si sente viva, nel vento che fischia tra i blocchi riutilizzati in chiese medievali.
Necropoli che raccontano guerre e commerci
Sotto quelle mura, oltre 200 tombe tardosicane e greche restituiscono tesori: vasi attici a figure rosse importati da Atene, coltelli e lance in bronzo per eroi caduti, strigili per atleti, monete puniche che parlano di commerci con Cartagine. Sarcofagi in ceramica perfetti, fibule ornate e placchette d'oro dipingono un popolo fiero, ellenizzato ma radicato, che seppelliva i morti con corredi per l'aldilà. Dal IV secolo, il villaggio si espande con ginnasi e teatri minori, fino all'abbandono misterioso intorno al 320 a.C. – forse per guerre pitagoriche o spostamenti verso Agrigento. Oggi, passeggiando tra le rovine, si respira quell'aria di mistero, con grotte preistoriche riutilizzate per tombe cristiane del V secolo, un ponte tra pagano e sacro.
Da casale romano a San Cataldo barocca
La vita non si ferma: nell'età romana, nuclei sparsi a valle lungo vie consolari portano a villaggi e fattorie, preludio al casale bizantino di Caliruni che dà vita a San Cataldo nel Medioevo. Qui il barocco sobrio – chiese come Santa Caterina con stucchi fiamminghi e portali chiaramontani – sovrappone strati, mentre il folklore locale mescola canti devozionali a sagre di fave e ricotta. Vassallaggi non è museo: è radice di un borgo che celebra San Cataldo Vescovo con processioni che sfiorano le necropoli, ricordando che la terra nissena custodisce sempre un velo di antico.
Legati alla piana fertile eterna
Nella provincia, echi raggiungono Delia con rievocazioni medievali e Montedoro con mulini ad acqua, ma Vassallaggi resta il cuore silenzioso, dove Demetra sussurra ancora di cicli eterni di semina e raccolto.