Catania, droga in via Ustica: appello conferma 27 condanne per circa due secoli di carcere, tutti i nomi
La Corte d'appello riduce alcune pene ma conferma l'impianto dell'inchiesta 'Mezzaluna' su una piazza di spaccio rifornita dalla Calabria.
Catania. La Corte d'appello di Catania ha confermato l'impianto accusatorio dell'inchiesta Mezzaluna, condannando 27 imputati per una rete di spaccio con un conto complessivo che sfiora due secoli di carcere. L'area centrale dell'inchiesta è stata la via Ustica, indicata dagli investigatori come una delle piazze di spaccio più attive della città.
La droga, secondo l'accusa coordinata dalla Dda di Catania, veniva rifornita direttamente dalla Calabria: tramite corrieri e il porto di Messina arrivavano in alcune consegne anche 5 kg di cocaina per volta. In città la rete smerciava cocaina, marijuana e skunk, con un'organizzazione basata su pusher, vedette e gestori al dettaglio.
Per ricostruire l'attività, la polizia ha condotto indagini prolungate: agenti sotto copertura, riprese video dei venditori, e numerose intercettazioni. L'operazione in fase esecutiva venne svolta durante l'operazione Mezzaluna il 15 marzo 2022, frutto di mesi di accertamenti e attività investigative.
Dettaglio delle condanne
- Renato Concetto Consoli (detto 'ciccio a niura'): condanna a 9 anni e 10 mesi (in primo grado 13 anni).
- Carmelo Ventaloro: 7 anni e 4 mesi (riduzione rispetto ai 9 anni e 4 mesi di primo grado).
- Antonello Ventaloro: 10 anni (da 14 anni e 8 mesi in primo grado).
- Stefano Lanzafame, Giuseppe Ventaloro, Nino Mario Barbato, Sebastiano Guerrera, Giuseppe Razza e Angelo Massimo Ruggeri: condanne a 8 anni, 10 mesi e 20 giorni.
- Tanino Dario Ierna, Angelo Santoro e Maurizio Vaccalluzzo: 8 anni (da 10 anni in primo grado).
- Giovanni Davide Gangi: 7 anni e 4 mesi.
- Claudio Caudullo e Concetto: 6 anni (ridotte dai 7 anni e 4 mesi di primo grado).
- Andrea Vito Curia: 4 anni, 5 mesi e 20 giorni (leggera riduzione rispetto al primo grado).
- Salvatore Giuffrida: 5 anni e 4 mesi.
- Michelangelo Maurizio Cocola: 4 anni e 10 mesi (da 7 anni e 4 mesi in primo grado).
- Silvio Consoli: 4 anni e 6 mesi (da 8 anni e 10 mesi in primo grado).
- Filippo Ierna: 5 anni e 2 mesi (da 6 anni e 8 mesi in primo grado).
- Danilo Orazio Mineo: 4 anni e 10 mesi (riduzione rispetto ai 10 anni e 8 mesi iniziali).
- Fabio Vaccalluzzo: 4 anni e multa di 16.000 euro (da 5 anni e 6 mesi e 18.000 euro in primo grado).
- Mirko Ventaloro: 9 anni e 4 mesi (da 10 anni in primo grado).
- Alessandro Carmelo Zappalà: 5 anni e 4 mesi (da 7 anni e 4 mesi in primo grado).
- Alfredo Mantia: 4 anni, 10 mesi e 20 giorni (forte riduzione rispetto ai 10 anni di primo grado).
- Alfio Cavallaro e Sergio Sentina: condanne confermate a 10 anni.
- Nicola Di Pasquale: condanna confermata a 4 anni e 6 mesi.
I giudici della seconda sezione penale hanno dunque operato diverse riduzioni rispetto alle sentenze di primo grado, pur confermando la responsabilità degli imputati nell'ambito dell'organizzazione di spaccio.
Il collegio dei difensori che ha seguito gli imputati è composto dagli avvocati Leda Puleo, Antonino Tomaselli, Claudio Barone, Luca Mirone, Marco Tringali, Francesco Branca, Giovanna Aprile, Giuseppe Rapisarda e Filippo Pino. Le difese avevano presentato appelli motivati che hanno portato alle riduzioni parziali delle pene, ma non hanno ottenuto l'annullamento dell'impianto accusatorio basato su videoregistrazioni, acquisti sotto copertura e intercettazioni.