Catania: società portuale sotto amministrazione giudiziaria per aver agevolato il traffico internazionale di cocaina

La Procura di Catania accusa Europa Servizi Terminalistici di aver facilitato l'ingresso e lo smistamento di oltre 215 kg di cocaina; amministrazione giudiziaria per 12 mesi.

A cura di Redazione
05 marzo 2026 14:57
Catania: società portuale sotto amministrazione giudiziaria per aver agevolato il traffico internazionale di cocaina -
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Il Tribunale di Catania ha disposto l'amministrazione giudiziaria per la Europa Servizi Terminalistici srl, azienda che gestisce la logistica in cinque porti siciliani, ritenuta responsabile di avere agevolato il traffico internazionale di cocaina. Il provvedimento, eseguito oggi dalla Guardia di Finanza, sostituisce gli attuali gestori con amministratori nominati dal giudice per la durata di dodici mesi.

La misura scaturisce da indagini che puntano il dito su un dipendente storico, Angelo Sanfilippo (classe 1966), già condannato per narcotraffico nel 2010 e arrestato lo scorso anno. Secondo gli inquirenti, Sanfilippo conosceva i movimenti portuali, aveva le «chiavi» per individuare i container e favorire l'estrazione e l'uscita della droga dall'area portuale; nella stessa azienda prestano servizio tre figli dello stesso Sanfilippo.

Le indagini, condotte con intercettazioni, servizi di osservazione, videosorveglianza e analisi dei flussi finanziari, hanno ricostruito l'importazione di oltre 215 chilogrammi di cocaina in almeno tre operazioni distinte, con una quarta importazione da 300 chili risultata al momento solo «sulla carta». Gli inquirenti hanno anche quantificato il compenso riconosciuto a chi facilitava il passaggio: tra il 30% e il 40% del quantitativo introdotto.

Tra gli episodi ricostruiti figura quello del 2022, quando un container danneggiato mise in vista un carico di circa 110 chilogrammi di cocaina; secondo l'accusa Sanfilippo si attivò per «gestire la situazione» senza riuscirci. In un'altra circostanza un container venne trasferito dal porto a un capannone in zona industriale per estrarre lo stupefacente: i trasportatori furono fermati durante la consegna.

Gli investigatori collegano le operazioni a rapporti consolidati con il clan Pillera-Puntina, in particolare con Angelo Di Mauro, detto "Veleno", già condannato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La Procura segnala inoltre che la società non si è limitata a tollerare: avrebbe sostenuto economicamente la famiglia Sanfilippo, pagando spese legali e conservando il rapporto di lavoro e lo stipendio di Angelo anche durante i periodi di detenzione.

Il procuratore distrettuale Francesco Curcio ha sottolineato che potersi "schermare dietro una società" è estremamente vantaggioso per un'organizzazione criminale, specie in un nodo logistico dove si caricano e scaricano container "all'interno dei quali si può trasferire di tutto". Per il Tribunale, la Est «non è rimasta estranea al contesto criminale» ma si è inserita — anche attraverso inerzia o tolleranza degli assetti gestionali — in un meccanismo agevolativo stabile.

Il provvedimento chiude formalmente l'operazione denominata "Lost & Found", condotta dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, che nella prima metà del 2025 aveva già portato a sei arresti per narcotraffico internazionale. Due collaboratori di giustizia, ex esponenti dei clan Strano e Cappello di Catania, avevano indicato il porto etneo come punto di arrivo della cocaina; per la prima volta quelle dichiarazioni hanno trovato riscontro concreto.

La Procura ha optato per l'amministrazione giudiziaria invece del sequestro di prevenzione per non paralizzare un operatore attivo in cinque scali portuali. Il provvedimento mira a mantenere operative le attività legittime dell'azienda sotto un controllo giudiziario, mentre proseguono gli accertamenti penali e patrimoniali. "Anche gli imprenditori devono capire che se operano con mafiosi all'interno della propria società, questa potrebbe essere soggetta a controlli e restrizioni", ha concluso Curcio, rivolgendosi alla comunità imprenditoriale locale.

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