Petroliera russa in fiamme: 61.000 t di GNL in deriva verso Lampedusa, allerta per rischio ambientale e legale

La metaniera 'Arctic Metagaz' deriva dopo esplosioni: equipaggio evacuato, Malta e Italia in stato di allerta; la traiettoria resta incerta.

A cura di Redazione
13 marzo 2026 08:19
Petroliera russa in fiamme: 61.000 t di GNL in deriva verso Lampedusa, allerta per rischio ambientale e legale -
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Una metaniera russa in fiamme e in deriva, la "Arctic Metagaz" lunga 277 metri, trasporta un carico stimato di 61.000 tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) e si sta muovendo senza controllo nel Mediterraneo centrale. Le esplosioni sul ponte sono avvenute tra il 3 e il 4 marzo nelle acque tra Libia e Malta; i 30 membri dell'equipaggio sono stati evacuati e la nave è rimasta alla deriva, esposta a venti e correnti che ne condizionano la rotta.

Rischio immediato e rotta

Secondo la Ports and Maritime Transport Authority libica, le proiezioni più recenti indicano che il relitto potrebbe avvicinarsi alle acque di Lampedusa, rendendo l'isola — già impegnata in operazioni di soccorso e gestione dei flussi migratori — potenzialmente esposta a uno scenario senza precedenti. La traiettoria però resta incerta: a marzo i regimi di venti e correnti nel Mediterraneo centrale sono particolarmente instabili e le previsioni possono cambiare nel giro di poche ore.

Pericoli tecnici del GNL

Gli esperti sottolineano che il GNL non si comporta come il greggio: a contatto con l'aria evapora formando nubi criogeniche. Se queste nubi entrassero in contatto con le parti incandescenti dello scafo, possono innescare incendi ad altissima temperatura e creare zone di asfissia. Salire a bordo per mettere in sicurezza la nave è definito dalle autorità "quasi impossibile", data la presenza di fiamme e della sostanza criogenica a bordo.

Cause, accuse e contesto geopolitico

Il presidente Vladimir Putin ha accusato l'Ucraina di un attacco con droni navali come causa delle esplosioni. Si tratta di una accusa riportata dalle autorità russe e non ancora corroborata da fonti indipendenti nel quadro delle informazioni diffuse finora. La vicenda si inserisce nel più ampio contesto delle sanzioni e delle reti di navigazione opache: la "Arctic Metagaz" è ritenuta parte della cosiddetta "flotta ombra" russa, composta da unità con proprietà poco trasparenti, manutenzioni dubbie e coperture assicurative incerte.

Problemi di recupero e implicazioni legali

Proprio la natura giuridica e proprietaria della nave complica le operazioni di salvataggio e il recupero del relitto. Le coperture assicurative incerte e le possibili restrizioni legate alle sanzioni internazionali rendono il recupero un problema di complessità "enorme", hanno osservato fonti del settore. Questo aggiunge una dimensione legale alla crisi ambientale e tecnica in corso.

Reazioni e misure delle autorità

L'isola di Malta, distante appena 35-38 miglia dal punto dell'incidente, ha attivato piani di emergenza e ha blindato le proprie acque, mentre le autorità italiane seguono la situazione in stretto coordinamento con partner regionali. La Ports and Maritime Transport Authority libica fornisce aggiornamenti sulla deriva della nave, ma le informazioni rimangono soggette a rapidi mutamenti.

Scenari possibili

I bollettini attuali oscillano tra due ipotesi principali: l'affondamento totale dell'unità o una deriva inesorabile verso acque costiere cui potrebbe far seguito un incidente ambientale. Entrambe le opzioni comportano rischi significativi: un affondamento potrebbe causare dispersioni complesse da gestire, mentre una collisione o un incendio vicino alla costa potrebbe avere conseguenze immediate per la vita umana, l'ecosistema marino e le attività di pesca.

La situazione rimane in evoluzione. Le autorità marittime e di protezione civile della regione monitorano la navigazione, valutano possibili operazioni di contenimento e mantengono coordinamento internazionale per ridurre il rischio di una catastrofe ambientale e affrontare le complesse questioni legali legate alla proprietà e alle sanzioni.

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