Protezione Civile attiva monitoraggio dopo il terremoto di magnitudo 4.5 in provincia di Catania
Scossa di terremoto di magnitudo 4.5 avvertita in provincia di Catania. Scopri gli aggiornamenti sulla situazione e le misure di sicurezza! 📉🏠🌍
Sisma a Ragalna: Interventi e Monitoraggi in Corso
Nella mattinata del 4 marzo 2026, alle ore 07:05, una scossa di terremoto di magnitudo ML 4.5 ha colpito la provincia di Catania, con epicentro localizzato a soli 2,8 km a nord-ovest di Ragalna. La profondità stimata del sisma è di 3,8 km, secondo quanto riportato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Immediati interventi di monitoraggio da parte della Protezione Civile
Di fronte a questo evento sismico, il dirigente generale della Protezione Civile regionale ha attivato una serie di operazioni di emergenza. È stato implementato un monitoraggio telefonico attraverso il servizio d’emergenza, e tutti i comuni interessati dalla scossa sono stati contattati per verificare eventuali danni a persone e cose. Le località maggiormente coinvolte comprendono Santa Maria di Licodia, Biancavilla, e Paternò, tra gli altri.
Chiuse le scuole nei comuni colpiti
In via precauzionale, e per permettere le necessarie ispezioni tecniche sugli edifici scolastici, i sindaci dei comuni di Adrano, Aci Sant’Antonio, Biancavilla e Catania hanno disposto la chiusura delle scuole. Questa misura si è rivelata necessaria per garantire la sicurezza degli studenti e del personale scolastico.
Sopralluoghi e rilievi in corso
A Ragalna, dove è attivo il Centro Operativo Comunale (COC), squadre di tecnici del Dipartimento della Protezione Civile sono state inviate per effettuare sopralluoghi nelle scuole e nelle abitazioni danneggiate. Le prime segnalazioni indicano numerose lesioni a tamponature e tetti, oltre a crolli marginali di muretti a secco e ruderi.
Rischi geologici e studi in corso
Parallelamente, i tecnici del Dipartimento Regionale della Protezione Civile stanno realizzando rilievi post-sisma per comprendere appieno la situazione. Secondo l’ing. Salvo Cocina, Capo della Protezione Civile regionale, l’evento è probabilmente riconducibile all’attivazione della faglia della Calcerana e di altre strutture tettoniche già censite negli studi di microzonazione sismica. Questi strumenti rappresentano un’importante risorsa scientifica per affrontare le conseguenze del sisma.
Conclusioni
Mentre le operazioni di verifica e monitoraggio continuano, la comunità locale rimane in attesa di aggiornamenti sulla situazione. La Protezione Civile ha riaffermato il proprio impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini e nel far fronte a eventuali emergenze strutturali create dal terremoto.