Caro carburanti, armatori siciliani congelano lo sciopero dopo convocazione all’Ars: la protesta resta aperta

Incontro oggi all'Ars a Catania e disponibilità del governo il 30 aprile: passo avanti politico, ma il comparto attende risposte concrete.

A cura di Redazione
28 aprile 2026 12:35
Caro carburanti, armatori siciliani congelano lo sciopero dopo convocazione all’Ars: la protesta resta aperta -
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Armatori siciliani hanno annunciato il congelamento della mobilitazione prevista per il 1° maggio dopo la convocazione dell'Assemblea regionale siciliana e la disponibilità del governo nazionale a ricevere una delegazione. Nonostante lo stop temporaneo, la vertenza resta aperta e la protesta potrebbe riprendere se non arriveranno misure concrete a sostegno del comparto.

Vertice istituzionale e calendario

La Federazione armatori siciliani (Fas) rende noto di essere stata convocata dal presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, per un incontro oggi alle 13:00 nella sede di Catania dell'Assemblea regionale. Al tavolo è stata invitata anche una delegazione della Cisal, sindacato coinvolto nella protesta.

Il governo nazionale si è inoltre detto disponibile a ricevere una delegazione del comparto il 30 aprile per avviare un confronto diretto sulle criticità legate al rialzo del prezzo del gasolio e sulle misure richieste. Per la Fas questa disponibilità rappresenta un segnale politico importante, ma non ancora risolutivo.

Minaccia di sciopero e portata della protesta

La mobilitazione annunciata per il 1° maggio nello Stretto di Messina non è stata formalmente ritirata: la Fas parla di uno sciopero in fase di valutazione che potrebbe coinvolgere fino a 100 pescherecci provenienti da Sicilia e Calabria. Lo stop ipotizzato avrebbe un forte impatto simbolico ed economico sulle filiera ittica.

La protesta nasce dall'urgenza di interventi contro il caro carburanti, ritenuto ormai insostenibile da molte imprese del settore ittico e agricolo. Gli armatori denunciano che l'aumento dei costi mette a rischio la sostenibilità economica delle aziende e la programmazione del lavoro.

Richieste e condizioni per sospendere la protesta

La Fas ribadisce il proprio senso di responsabilità e la disponibilità a sospendere l'iniziativa qualora dagli incontri istituzionali emergano risposte concrete, immediate e coerenti con le richieste avanzate. Tuttavia la federazione sottolinea che la vertenza resta aperta fino a quando non saranno proposte soluzioni strutturali.

Tra le richieste degli operatori figurano misure che riducano il peso del carburante sui costi di produzione e interventi che garantiscano la tenuta delle filiere nel tempo. Gli armatori insistono sulla necessità di provvedimenti non solo temporanei ma capaci di assicurare stabilità economica alle imprese.

Contesto economico e ricadute sul territorio

La crisi del prezzo del carburante si innesta in un quadro di difficoltà più ampio per il sistema produttivo siciliano. L'aumento del costo del gasolio colpisce direttamente le attività in mare e quelle agricole, con ricadute su margini, competitività e capacità di programmazione delle imprese.

Per questo motivo la convocazione all'Ars e la disponibilità del governo vengono lette dagli operatori come un primo passo, ma non sufficiente: serve un confronto che si traduca in misure reali e tempestive per dare ossigeno a un comparto considerato oggi in emergenza.

La partita resta quindi aperta: istituzioni e operatori si incontreranno nei prossimi giorni per cercare una soluzione che possa evitare lo sciopero e stabilizzare il settore, mentre la Fas mantiene l'opzione della mobilitazione come leva per ottenere risposte effettive.

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