Ex comandante della polizia penitenziaria arrestato a Catania: 10 anni per concorso esterno e corruzione

Giuliano Gerardo Cardamone, 70 anni, catturato a Librino dopo essere stato latitante; sentenza definitiva per legami con il clan Laudani.

15 aprile 2026 11:38
Ex comandante della polizia penitenziaria arrestato a Catania: 10 anni per concorso esterno e corruzione - Credit Foto Polizia
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Giuliano Gerardo Cardamone, ex comandante della polizia penitenziaria del carcere di Bicocca a Catania, è stato arrestato e tradotto in carcere per scontare una pena di 10 anni inflitta per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. La sentenza è diventata definitiva lo scorso dicembre, quando la Cassazione ha confermato il verdetto di secondo grado.

Dettagli dell'inchiesta

Secondo gli atti d'inchiesta, relativi a fatti tra il 2008 e il 2013, Cardamone avrebbe messo a disposizione dei detenuti legati al clan Laudani e ad altre cosche (tra cui i Mussi i Ficurinia) servizi e favori in cambio di pagamenti. Tra le circostanze segnalate agli investigatori emergono summit in carcere, pranzi conviviali e la fornitura di lettori Mp3 ai boss-detenuti.

L'indagine, aperta nel 2015 e condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Catania, si è avvalsa anche delle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia, tra cui il pentito Giuseppe Laudani. Nell'ambito delle inchieste collegate sono emersi provvedimenti con esiti diversi per altri appartenenti al personale: due condanne e due assoluzioni.

Cattura ed esecuzione del provvedimento

La procura di Catania, guidata dal procuratore Francesco Curcio, ha emesso l'ordine di carcerazione a gennaio, ma l'ordine non è stato inizialmente eseguito perché l'ex dirigente si era reso irreperibile. Le ricerche, estese anche alla Calabria (regione d'origine dell'uomo), non avevano dato esito e Cardamone era stato formalmente dichiarato latitante.

Le indagini per la cattura sono state coordinate dal Servizio Centrale Operativo e condotte materialmente dalla squadra mobile di Catania, che ha monitorato i movimenti dei familiari prima di individuare il settantenne. Gli agenti lo hanno trovato sabato scorso in un appartamento di viale Nitta, nel quartiere Librino: la residenza era abusivamente occupata all'ottavo piano di uno stabile. Al momento dell'irruzione Cardamone stava riposando su un divano letto, uno dei pochi mobili presenti nell'alloggio.

Dopo l'arresto eseguito dalla squadra mobile, Cardamone è stato tradotto nel carcere di Agrigento per scontare la pena.

Il caso riporta al centro dell'attenzione criticità e infiltrazioni all'interno degli istituti penitenziari e solleva interrogativi sulla tutela dell'integrità delle istituzioni e sui meccanismi di contrasto alle relazioni illecite tra personale carcerario e organizzazioni mafiose.

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