Catania: Trantino frena la ricostruzione del Lungomare dopo il ciclone Henry
Il sindaco blocca i cantieri in attesa di uno studio geognostico; solarium di Ognina non sarà riproposto, priorità a San Giovanni li Cuti.
Il primo sabato dopo l'intervento di ripulitura, San Giovanni li Cuti appare di nuovo frammentariamente accessibile: operai hanno rimosso i massi e i residenti hanno potuto raggiungere la spiaggia tramite la passerella per persone con disabilità. È in questo contesto quotidiano che il sindaco Enrico Trantino ha chiarito le scelte dell'amministrazione sulla riqualificazione del Lungomare, duramente colpito dal ciclone Henry lo scorso novembre 2025.
Perché la ricostruzione resta sospesa
Secondo il sindaco, il cantiere avviato davanti al Nautico e il progetto di riqualificazione non saranno forzatamente ripresi finché non saranno disponibili tutte le informazioni sulla stabilità del sedime. Il Dipartimento di Geologia, incaricato della verifica geognostica, ha fornito un primo studio e ha indicato che la ricerca dovrebbe essere completata entro luglio; fino ad allora non si interverrà sul marciapiede crollato per evitare di ricostruire su basi potenzialmente vulnerabili.
Progetti futuri e vincoli autorizzativi
Trantino ha spiegato che non è possibile riproporre il solarium a ridosso del porto di Ognina: la mutata conformazione dei luoghi richiede un nuovo progetto e una serie di autorizzazioni che non sarebbero ottenibili in tempo per la stagione estiva. L'amministrazione punta invece a realizzare, appena si aprirà una linea di finanziamento, un accesso al mare in piazza del Tricolore e a rinaturalizzare l'area circostante, oltre a creare un collegamento pedonale alla spiaggia sorta vicino a Porto Rossi.
Interventi immediati e gestione delle risorse pubbliche
Nel breve periodo l'azione dell'amministrazione si è concentrata sull'unica porzione di litorale ancora praticabile: San Giovanni li Cuti. Grazie all'impegno degli assessori Petralia e Guzzardi e dell'undicesima commissione guidata dal presidente Manara, oltre alla consueta passerella per l'accesso al mare delle persone con disabilità, gran parte della superficie è stata liberata dai detriti. Trantino ha motivato la prudenza nell'avvio dei lavori con la volontà di non sprecare denaro pubblico per riparazioni che potrebbero risultare nuovamente a rischio in caso di eventi atmosferici analoghi.
A pochi mesi dal disastro, la città si trova dunque a bilanciare l'urgenza di ripristinare servizi e fruibilità della costa con la necessità di acquisire certezze tecniche e autorizzative. Le decisioni definitive saranno condizionate dai risultati dello studio geognostico, dalla disponibilità di finanziamenti e dalle valutazioni sui rischi costieri che hanno modificato la morfologia del litorale.
Lo scenario aperto richiede scelte che tengano insieme sicurezza, tutela dell'ambiente e tempi di ripresa per il turismo estivo: fino a quando non vi saranno dati certi, l'amministrazione comunale preferisce una linea di prudenza piuttosto che una ripresa dei lavori potenzialmente inefficace o pericolosa.