Etnaland: piano da 4,77 milioni per riaprire il parco acquatico, nodi ambientali frenano

Sequestrato a febbraio 2026, il parco di Belpasso punta alla riapertura con depuratore; mancano autorizzazioni regionali e permangono rischi ambientali.

A cura di Redazione
13 luglio 2026 10:22
Etnaland: piano da 4,77 milioni per riaprire il parco acquatico, nodi ambientali frenano -
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Etnaland, il parco acquatico di Belpasso, ha presentato un piano d'intervento da 4.775.850 euro per poter riaprire, ma la riapertura resta vincolata a passaggi amministrativi e autorizzativi che ne potrebbero ritardare l'apertura alla stagione successiva. Il sequestro preventivo disposto dalla procura di Catania a febbraio 2026 ha imposto prescrizioni tecniche: solo una parte dei fondi è destinata a rispettare quelle prescrizioni, mentre il resto finanzierà nuove attrazioni per bambini.

La proprietà — rappresentata dall'imprenditore Francesco Russello — aveva già comunicato l'impossibilità di riaprire in tempo per l'estate 2026 «anche in caso di auspicabile dissequestro», motivando che gli impianti di depurazione necessari richiedono tempi tecnici e iter autorizzativi non rinviabili.

Al centro della controversia c'è il profilo autorizzatorio: la procura ha rilevato che la società era in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico rilasciata dal Comune di Belpasso, scaduta nel 2019, e non rinnovata. Secondo la documentazione tecnica prodotta dalla società, a maggio 2026 è stata presentata al Comune una richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), ma gli impianti che insistono su superfici superiori a 5 ettari devono seguire la procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA, competenza regionale.

La società sostiene che l'attività risale al 1985 e che quindi la previsione non sarebbe applicabile; opinione non condivisa dalla Città metropolitana, che l'1 giugno ha stabilito la necessità di seguire la procedura regionale. Gli atti sono stati depositati il 27 giugno 2026 e, il 8 luglio, trasmessi alla Commissione tecnico specialistica della Regione Siciliana per la valutazione.

Dettagli tecnici e autorizzazioni

Dei 4,775 milioni complessivi, 694.950 euro sono destinati agli impianti di depurazione dei reflui (servizi igienici e ristorazione) e delle acque delle piscine; il resto è previsto per la realizzazione di una nuova vasca a tema «pirati» per i bambini. La società evidenzia il valore occupazionale del parco: 10 addetti a tempo indeterminato e fino a 400 addetti stagionali, con circa 405.000 visitatori nella stagione 2025.

L'impianto di depurazione dei reflui è stato realizzato ma non ancora entrato in esercizio; è progettato per trattare 200 metri cubi di reflui al giorno. Il progetto prevede che le acque depurate vengano convogliate verso il laghetto aziendale e, da lì, destinate a uso irriguo. Per le acque delle piscine è previsto un percorso di depurazione separato. Tuttavia, i tecnici ammettono che se il laghetto risultasse troppo pieno si dovrebbe ricorrere a uno scarico sul suolo, mentre per le acque meteoriche la normativa nazionale rimanda le regole alle Regioni: la Sicilia non ha ancora un piano regionale, e né il Comune di Belpasso né la Città metropolitana avrebbero disciplinato il tema.

Le criticità sollevate riguardano quindi due ambiti: la regolarità procedurale delle autorizzazioni ambientali e le garanzie tecniche sul ciclo delle acque. La mancata validità o il ritardo nell'ottenimento delle autorizzazioni regionali può bloccare la messa in esercizio degli impianti, con impatto diretto sui tempi di riapertura e sulle condizioni d'esercizio del parco.

La pratica ora è alla valutazione della Commissione tecnico specialistica regionale: l'esito determinerà tempi e eventuali integrazioni tecniche da eseguire. Le autorità competenti continueranno a monitorare gli aspetti ambientali e autorizzativi, mentre la società sostiene che con gli interventi previsti sarà possibile rispettare le prescrizioni richieste dal giudice.

Nei prossimi mesi l'attenzione sarà rivolta ai passaggi regionali e alle eventuali misure correttive che la Regione dovesse imporre: solo dopo il completamento delle procedure amministrative e l'entrata in esercizio degli impianti sarà valutabile una data reale per la riapertura del parco.

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