Finti vaccini alla Fiera del Mediterraneo: confermate le condanne per infermiera e no vax

La Corte d'appello conferma le pene: 6 anni per l'infermiera Giorgia Camarda, 4 anni e sei mesi per Filippo Accetta.

A cura di Redazione
13 maggio 2026 07:56
Finti vaccini alla Fiera del Mediterraneo: confermate le condanne per infermiera e no vax -
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La Corte d'appello di Palermo ha confermato le condanne per il caso dei finti vaccini anti-Covid somministrati nell'hub della Fiera del Mediterraneo. Giorgia Camarda, infermiera, è stata condannata a 6 anni, mentre il no vax Filippo Accetta a 4 anni e sei mesi, con l'accusa di corruzione, falso e peculato. Secondo la sentenza, le dosi destinate ai pazienti venivano gettate in garze anziché iniettate, lasciando i cittadini inconsapevolmente esposti al contagio; gli imputati dovranno inoltre risarcire le parti civili.

Dettagli della sentenza e delle prove

I giudici della prima sezione della Corte d'appello hanno confermato il verdetto di primo grado basato su elementi probatori ritenuti solidi: video e intercettazioni registrati tra dicembre 2021 e gennaio 2022 in cui si vedeva chiaramente il comportamento illecito. Per queste ragioni gli imputati erano stati rinviati a giudizio con giudizio immediato. Le immagini e le conversazioni telefoniche hanno costituito il nucleo dell'accusa che ha portato alla condanna per i reati contestati.

Coinvolti, confessioni e parti civili

Secondo le indagini, Camarda sarebbe stata motivata da una ferma convinzione no vax, tanto da non somministrare il vaccino anche a chi lo richiedeva. Una seconda infermiera, Anna Maria Lo Brano, ha confessato il reato. Tra chi avrebbe pagato per non essere vaccinato è stato individuato Filippo Accetta; nelle indagini sono emersi anche il coinvolgimento di un pregiudicato e di un poliziotto. Le parti civili costituite nel processo comprendono l'Ordine degli infermieri, l'ospedale Civico e i cittadini che erano stati vaccinate per finta.

La sentenza ribadisce la gravità della condotta: oltre ai profili penali, i fatti configurano una lesione della fiducia pubblica verso la campagna vaccinale e un concreto rischio per la salute collettiva. I provvedimenti indicano altresì la necessità di rafforzare controlli e procedure negli hub vaccinali per garantire trasparenza e sicurezza nelle somministrazioni.

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