Israele intercetta la Global Sumud Flotilla: circa 450 attivisti trattenuti ad Ashdod

Secondo l'organizzazione, imbarcazioni italiane fermate in acque internazionali con spari e speronamenti; legali chiedono interventi e sanzioni.

21 maggio 2026 08:29
Israele intercetta la Global Sumud Flotilla: circa 450 attivisti trattenuti ad Ashdod -
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Nei giorni scorsi le forze israeliane hanno intercettato in acque internazionali, a una distanza stimata tra 250 e 100 miglia nautiche dalla costa di Gaza, le imbarcazioni civili e disarmate della missione umanitaria Global Sumud Flotilla. Secondo la ricostruzione diffusa dall'organizzazione, l'operazione sarebbe avvenuta con spari, manovre di speronamento e un successivo abbordaggio forzato delle navi battenti bandiera italiana.

Operazione e detenzioni

La Global Sumud Flotilla denuncia che sono state coinvolte sette imbarcazioni italiane e che gli attivisti presenti sono stati prelevati con la forza: complessivamente sono circa 450 le persone fermate, di cui 30 cittadini italiani, 4 residenti in Italia e 51 persone di altre nazionalità che viaggiavano sulle stesse navi. Dopo una detenzione iniziale a bordo di una nave militare israeliana, senza comunicazioni esterne, i fermati sarebbero stati trasferiti contro la loro volontà nel porto di Ashdod e successivamente condotti in un centro di detenzione sotto il controllo delle autorità israeliane.

Secondo le testimonianze video e le denunce dell'organizzazione, le persone trattenute si troverebbero in condizioni definite inumane e degradanti. La Global Sumud Flotilla parla di persone ammedettate e bendate, costrette a posizioni umilianti, percosse e private di cure mediche e assistenza legale.

La stessa organizzazione sostiene che questi presunti trattamenti possano configurare violazioni dell'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo relativo al divieto di trattamenti inumani o degradanti.

Richieste legali e diplomatiche

I legali della Global Sumud Flotilla hanno trasmesso una segnalazione urgente al Garante Nazionale (Meccanismo Nazionale di Prevenzione della tortura, NPM), con richieste mirate a tutelare le persone trattenute e a chiarire la situazione giuridica:

  • monitoraggio costante della situazione dei trattenuti;

  • avvio di interlocuzione urgente con il Ministero degli Affari Esteri, l'Unità di Crisi e le autorità consolari italiane in Israele;

  • richiesta di informazioni sulle condizioni materiali di detenzione e sul status giuridico delle persone fermate;

  • sollecito per un accesso effettivo a difensori di fiducia e a cure mediche indipendenti;

  • attivazione di canali di cooperazione con altri NPM europei, il Sottocomitato ONU per la Prevenzione della Tortura (SPT) e il CICR.

Parallelamente, la Global Sumud Italia chiede al governo italiano una condanna chiara dell'operazione militare in acque internazionali, il rilascio immediato di tutti i trattenuti e l'apertura di un'indagine indipendente sui presunti maltrattamenti.

All'Unione Europea l'organizzazione sollecita misure più incisive, tra cui l'adozione di sanzioni mirate contro Israele, a partire dalla sospensione dell'Accordo di associazione e dall'interruzione dei rapporti diplomatici e commerciali fino al ripristino del rispetto dei diritti fondamentali.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali pubblicate dalle autorità israeliane in merito all'operazione e alle condizioni dei trattenuti. Le richieste di chiarimento e di accesso consolare sono già state formalizzate dai legali e rimangono al centro delle istanze rivolte alle istituzioni italiane ed europee.

La situazione resta in evoluzione: la Global Sumud Flotilla conferma che le persone rimangono tuttora sotto controllo delle autorità israeliane ad Ashdod, mentre gli avvocati e il Garante nazionale sono stati attivati per ottenere informazioni e garantire l'accesso a tutela legale e sanitaria.

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