Partinico: sequestrati impianto di recupero, manufatto e discarica con 8.000 m³ di materiale sospetto
La Forestale e i tecnici Arpa hanno posto i sigilli a uno stabilimento e a un'area sottoposta a vincolo paesaggistico lungo il Fosso Santa Caterina.
A Partinico il personale del Corpo forestale della Regione, affiancato dai tecnici dell'Arpa, ha sequestrato uno stabilimento autorizzato per il recupero dei rifiuti, un manufatto in cemento armato privo di autorizzazioni e un'area confinante usata come discarica abusiva. In base a una prima stima tecnica, nell'area erano stoccati circa 8.000 metri cubi di «materiale inerte di dubbia provenienza».
L'intervento, effettuato nell'ambito delle attività istituzionali di vigilanza ambientale, ha rilevato presunte violazioni delle prescrizioni contenute nell'Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata allo stabilimento. La Regione ha inoltre segnalato che l'area è soggetta a vincolo paesaggistico per la presenza del corso d'acqua Fosso Santa Caterina, elemento che complica i profili autorizzativi e ambientali dell'operazione.
«Sin dal mio insediamento sto lavorando per il potenziamento dell'organico della Forestale che ci consentirà di svolgere questo ruolo con sempre maggiore efficacia», ha detto l'assessore al Territorio e all'Ambiente Giusi Savarino, commentando l'operazione.
La nota ufficiale della Regione sottolinea anche l'impegno sul versante del personale: di recente sono stati immessi in servizio 46 nuovi agenti della Forestale e sabato scorso 94 allievi sono partiti per il corso di formazione e addestramento, misure ritenute necessarie per rafforzare la capacità di controllo del territorio.
Sull'area e sul materiale sequestrato sono in corso verifiche tecniche e accertamenti per chiarirne la provenienza, la compatibilità con le autorizzazioni esistenti e le eventuali implicazioni ambientali. Le attività condotte da Forestale e Arpa costituiscono la base per eventuali provvedimenti amministrativi o penali a carico dei responsabili, qualora emergano violazioni accertate.
L'episodio solleva nuovamente il tema della gestione dei rifiuti e del rischio di discariche abusive in prossimità di impianti autorizzati, con possibili ricadute sul paesaggio e sulle risorse idriche locali. Le autorità regionali definiscono l'operazione come parte di un monitoraggio rafforzato del territorio finalizzato a prevenire e reprimere abusi ambientali.