Arrestata la donna indagata per l'omicidio di Giuseppe Florio: trasferita in carcere
I carabinieri eseguono misura cautelare dopo nuove acquisizioni probatorie: intercettazioni, analisi informatica e immagini rafforzano l'accusa di concorso.
La donna arrestata e trasferita in carcere è accusata dell'omicidio di Giuseppe Florio, 66 anni. Il provvedimento di custodia cautelare è stato disposto dal Gip presso il Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica di Messina ed è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina e della Compagnia di Taormina.
La vittima è Giuseppe Florio, 66enne originario e residente a Giardini Naxos; il suo corpo fu rinvenuto il 26 aprile in località Mitogio, nel comune di Castiglione di Sicilia, circostanza che aveva avviato l'attività investigativa coordinata dalla Procura.
La persona indagata è una donna di 53 anni, di origini milanesi (Sesto San Giovanni) ma di fatto domiciliata in provincia di Vercelli. L'accusa formulata è di omicidio aggravato in concorso nei confronti del 66enne, secondo quanto comunicato dalle autorità.
Il caso aveva già visto un primo intervento investigativo: il fermo di indiziato di delitto era stato eseguito il 27 aprile nei confronti della stessa donna, in relazione all'ipotesi di occultamento di cadavere. Pur convalidato, quel fermo non aveva portato all'applicazione di misure cautelari e l'indagata era stata scarcerata.
Dettagli delle indagini
Le successive attività investigative, coordinate dalla Procura di Messina, hanno portato a nuove acquisizioni ritenute decisive. I carabinieri hanno ottenuto il supporto tecnico della sezione "cyber" dei carabinieri di Catania per l'analisi dei dispositivi informatici; sono state inoltre effettuate escussioni di persone informate sui fatti e la visione di ulteriori immagini di videosorveglianza.
Particolare rilievo è stato attribuito alle dichiarazioni rese in fase di interrogatorio da uno dei coindagati e alle intercettazioni ambientali e telefoniche, catturate nel periodo successivo alla scarcerazione: secondo gli inquirenti questi elementi hanno fornito un serio riscontro alle ipotesi accusatorie sul concorso della donna nell'omicidio.
Il provvedimento restrittivo eseguito oggi riflette quindi l'evoluzione delle indagini e la valutazione del Gip, su richiesta della Procura, circa la sussistenza di elementi tali da giustificare la misura della custodia in carcere. Le attività investigative sono in corso e non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle ulteriori fasi procedurali.