Arrestato a Cerda 81enne che ha sequestrato un avvocato e lo ha minacciato con una pistola

L'uomo avrebbe costretto il legale a redigere un ricorso sotto minaccia; sequestrata una pistola con matricola abrasa e oltre 100 munizioni.

A cura di Redazione
19 giugno 2026 06:23
Arrestato a Cerda 81enne che ha sequestrato un avvocato e lo ha minacciato con una pistola -
Condividi

Un uomo di 81 anni è stato arrestato a Cerda con le accuse di sequestro di persona, estorsione e detenzione di arma clandestina dopo aver tenuto per oltre un'ora e mezza un avvocato sequestrato nel suo studio di Termini Imerese e minacciato con una pistola per costringerlo a redigere un ricorso contro una sentenza di condanna.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'anziano avrebbe fatto irruzione nello studio legale armato di una pistola semiautomatica calibro .45, minacciando di morte il professionista e obbligandolo a preparare l'atto giudiziario. Dopo l'azione si sarebbe poi allontanato e sarebbe tornato nella propria abitazione, dove si sarebbe barricato.

I carabinieri hanno monitorato la situazione durante la notte e hanno tentato mediazioni prima di intervenire all'alba; l'uomo è stato sorpreso mentre dormiva e accompagnato in caserma. Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate la pistola utilizzata per le minacce, con matricola abrasa, un colpo in canna e due caricatori con 14 cartucce complessive, oltre ad altre 94 munizioni rinvenute nell'abitazione.

L'81enne è stato trasferito al carcere di Termini Imerese su disposizione dell'autorità giudiziaria; le ipotesi di reato contestate includono, oltre al sequestro e all'estorsione, la detenzione di arma e munizioni clandestine. Le indagini sono in corso per chiarire compiutamente dinamica e responsabilità, e per verificare eventuali altri coinvolgimenti.

Reazioni dell'Ordine degli avvocati

Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Termini Imerese ha definito il fatto «l'ennesimo episodio che ha visto coinvolto un legale del foro», denunciando un vasto fenomeno registrato negli ultimi mesi. Secondo l'Ordine, numerosi colleghi sono stati oggetto di attacchi non solo fisici ma anche mediante «strumentali querele ed esposti disciplinari», azioni che mirerebbero a intimidire la classe forense e a limitarne la libertà e l'indipendenza nell'esercizio della difesa.

Il caso riporta in primo piano la questione della sicurezza dei professionisti della giustizia e della tutela dell'autonomia difensiva; le autorità giudiziarie locali hanno assicurato che verranno svolte tutte le verifiche necessarie per accertare i fatti e prevenire analoghi episodi. Non sono state fornite, al momento, ulteriori informazioni sulle motivazioni precise che avrebbero spinto l'arrestato a compiere il gesto, oltre alla volontà di ottenere il redigendo ricorso.

Il procedimento penale proseguirà con le indagini e gli atti istruttori disposti dalla Procura; l'Ordine degli avvocati ha annunciato la volontà di seguire la vicenda da vicino e di continuare a segnalare eventuali segnali di allarme nelle relazioni tra cittadini e professionisti legali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia