Arresti domiciliari a Olbia per un uomo di Barcellona Pozzo di Gotto: indagine su molestie tramite social
La Polizia esegue misura cautelare con braccialetto elettronico per presunti atti persecutori e sequestra materiale informatico tra Olbia e Sicilia.
La Polizia di Stato ha eseguito oggi una misura cautelare di arresti domiciliari nei confronti di un uomo nato nel 1980 e originario di Barcellona Pozzo di Gotto. L'operazione, condotta dal Commissariato di Pubblica Sicurezza locale e dal Commissariato di Olbia, segue un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal procuratore capo Giuseppe Verzera, e diretta dal sostituto procuratore Michele Scaglione. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. Giuseppe Caristia.
L'attività investigativa è partita dalla querela presentata da un Deputato della Repubblica, professionista del foro barcellonese, che ha denunciato una serie di condotte ritenute lesive della propria sfera personale e professionale. Gli investigatori del Commissariato hanno raccolto e verificato numerosi elementi informativi e documentali, avvalendosi anche di attività tecniche e informatiche per ricostruire i fatti.
Modus operandi e ipotesi di reato
Secondo l'ipotesi degli inquirenti, l'indagato avrebbe utilizzato in modo sistematico e reiterato piattaforme social, dirette streaming, video e altri strumenti telematici per diffondere contenuti offensivi e denigratori nei confronti di più persone. Gli accertamenti, riferiscono gli investigatori, delineano un quadro indiziario ritenuto meritevole di approfondimento rispetto alle ipotesi di reato di molestie e atti persecutori.
Nonostante siano stati effettuati interventi mirati all'oscuramento di alcuni profili e canali social riconducibili all'indagato, le condotte contestate sarebbero proseguite, secondo le ricostruzioni investigative.
L'esecuzione della misura è avvenuta a Olbia, dove l'uomo si trovava al momento dell'intervento della Polizia. Al termine delle operazioni è stata applicata la misura degli arresti domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni che hanno portato al sequestro di computer, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale rinvenuti tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto.
Il materiale informatico sequestrato sarà sottoposto a ulteriori accertamenti tecnici e forensi disposti dall'Autorità Giudiziaria per acquisire elementi utili alle indagini. Nell'ambito del provvedimento cautelare sono state inoltre previste prescrizioni specifiche volte a impedire la reiterazione delle condotte contestate, tra cui il divieto di utilizzare piattaforme social e strumenti di comunicazione telematica e la limitazione delle comunicazioni con soggetti diversi dai familiari e dal difensore di fiducia.
La Procura e la Polizia sottolineano che l'operazione è l'esito di una complessa attività investigativa basata su raccolta, analisi e verifica di dati e documenti. Ai fini del diritto di cronaca viene altresì ricordato che gli indagati sono da presumersi innocenti fino a sentenza irrevocabile e che il giudizio si svolgerà in contraddittorio davanti a un giudice terzo e imparziale.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 giugno 2026