Assolti per traffico di influenze e usura: sentenza della seconda sezione penale a Messina

Il tribunale assolve tutti gli imputati: le motivazioni richiamano la non punibilità della fattispecie e l'insussistenza dei fatti.

A cura di Redazione
17 giugno 2026 09:01
Assolti per traffico di influenze e usura: sentenza della seconda sezione penale a Messina -
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Verdetto emesso stamane: la seconda sezione penale del tribunale di Messina ha assolto tutti gli imputati nel processo per traffico di influenze illecite e usura. I giudici hanno motivato la sentenza con le formule «il fatto non è previsto dalla legge come reato» e «perché il fatto non sussiste», chiudendo così il procedimento penale.

Dettagli principali

L'inchiesta, avviata su fatti risalenti al 2018, riguardava in particolare l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile, alcuni ex dirigenti dello Istituto ortopedico del Mezzogiorno (Iomi) e altre persone, fra cui Salvatore Bonaffini. Fra gli imputati figuravano anche Emmanuel Miraglia (nel frattempo deceduto), Giovanni De Tuzza e Valerio Luca Radicati.

Nel corso dell'ultima udienza la pubblica ministero Alice Parialò aveva chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati relativamente al filone sul traffico di influenze, una richiesta motivata anche dalle modifiche legislative intervenute negli ultimi mesi che hanno inciso sulla fattispecie contestata. La sentenza odierna ha di fatto accolto la linea della Procura.

Per quanto riguarda il filone separato sull'usura, l'imputato Salvatore Bonaffini è stato assolto con la formula «perché il fatto non sussiste». L'accusa aveva ricondotto alla sua responsabilità un episodio del 2017, relativo a un prestito di 2.000 euro che, secondo le indagini e alcune intercettazioni, sarebbe stato restituito con interessi tali da far lievitare l'importo a circa 4.000 euro in circa quaranta giorni. Per questo capo d'imputazione la Procura aveva chiesto quattro anni e sei mesi di reclusione.

Il processo si è chiuso con la pronuncia della seconda sezione penale del tribunale di Messina; il collegio giudicante ha disposto l'assoluzione secondo le formule indicate e non ha riconosciuto la sussistenza dei reati contestati. Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Salvatore Silvestro, Nino Favazzo, Nicola Giacobbe, Nunzio Rosso e Dario Cocivera.

Le notizie pubblicate non riportano al momento ulteriori dettagli su eventuali impugnazioni o azioni civili correlate; la sentenza rappresenta comunque la conclusione del procedimento penale così come ricostruito nell'atto di istruzione e nella requisitoria della Procura.

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