Blitz 'Abisso': il trapper Niko Pandetta raggiunto da misura per traffico di droga, la difesa nega

Il gip di Catania dispone la misura cautelare; Pandetta sostiene che Antonino Vasta è un amico e nega affiliazioni mafiose.

A cura di Redazione
16 giugno 2026 08:17
Blitz 'Abisso': il trapper Niko Pandetta raggiunto da misura per traffico di droga, la difesa nega -
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Il cantante trap Niko Pandetta è stato raggiunto da una misura cautelare nell'ambito dell'operazione denominata "Abisso": il gip di Catania ha infatti accolto la richiesta dell'accusa per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. L'ordinanza arriva mentre l'artista si trovava già ristretto nella casa circondariale di Prato, dopo la revoca dell'affidamento in una comunità di recupero.

Ieri mattina Pandetta ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia da remoto alla presenza del suo legale, l'avvocato Riccardo Floris. Secondo il difensore, riportato da La Sicilia, il cantante ha sottolineato di essere legato da una «forte amicizia» con Antonino Vasta e ha ribadito di non appartenere a «nessuna famiglia mafiosa» e di non occuparsi di «affari di droga». Le dichiarazioni del difensore sono al momento l'unica replica pubblica dell'indagato.

Dettagli dell'inchiesta

Gli atti dell'inchiesta evidenziano frequenti contatti telefonici tra Pandetta e il soggetto indicato come Ninuzzo Vasta — arrestato nel blitz della Guardia di Finanza che ha eseguito l'operazione Abisso. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Vasta avrebbe gestito un fiorente traffico di stupefacenti e Pandetta, pur già detenuto per una condanna definitiva per spaccio ed evasione, avrebbe fornito contatti utili per la fornitura di droga.

L'inchiesta indica che i contatti avevano come possibile canale di approvvigionamento un gruppo napoletano, e cita in particolare una donna sudamericana come interlocutrice per la fornitura. Si tratta, nelle carte investigative, di elementi che hanno portato alla richiesta della misura cautelare nei confronti del cantante.

Sul piano procedurale, la revoca dell'affidamento in comunità — una struttura calabrese ritenuta non idonea — ha riacceso la questione della detenzione: al momento si attende la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Firenze sulla possibilità di un nuovo affidamento in altra comunità. Nel frattempo, la misura disposta dal gip di Catania complica la posizione giudiziaria di Pandetta.

L'operazione Abisso, condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato ad arresti e sequestri che tuttora sono al centro dell'attività investigativa. Fonti giudiziarie hanno segnalato l'esistenza di una rete che avrebbe collegato soggetti di varie aree geografiche attraverso scambi e contatti telefonici; il ruolo attribuito a Pandetta dagli inquirenti riguarda in particolare la funzione di agevolatore dei contatti per l'approvvigionamento.

La difesa, per parte sua, insiste sulla natura amicale del rapporto tra Pandetta e Vasta e nega ogni coinvolgimento nell'organizzazione o nella gestione del traffico di droga. Al momento non risultano altre dichiarazioni pubbliche dall'entourage dell'artista né comunicazioni ufficiali dagli inquirenti oltre agli atti giudiziari.

Le prossime tappe procedurali prevedono le valutazioni del Tribunale della Sorveglianza sul collocamento in comunità e eventuali sviluppi sulle misure cautelari disposte dal gip di Catania. Gli atti dell'inchiesta e le audizioni potrebbero fornire ulteriori elementi utili a chiarire il grado di responsabilità contestato a Pandetta e il rapporto con i soggetti arrestati nell'operazione Abisso.

Questa cronaca sarà aggiornata non appena saranno rese disponibili nuove informazioni ufficiali dalle autorità giudiziarie o dichiarazioni della difesa.

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