Blitz 'Molosso': 17 condanne e 117 anni complessivi per la casa dello spaccio a Catania

Operazione dei carabinieri: smantellata una drug house in via Salvatore Di Giacomo, pusher anche con bambini in braccio.

A cura di Redazione
30 giugno 2026 08:20
Blitz 'Molosso': 17 condanne e 117 anni complessivi per la casa dello spaccio a Catania -
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Un processo scaturito dal blitz denominato "Molosso" si è concluso con la condanna di 17 imputati per la gestione di una drug house a Catania, per un totale di circa 117 anni di carcere. Il provvedimento è stato emesso dal Gup Chiara Di Dio Datola, che ha inflitto pene variabili fino a più di un decennio per singolo imputato.

L'operazione, condotta dalla compagnia dei Carabinieri di Piazza Dante, prese il nome dal cucciolo di Rottweiler salvato nell'appartamento: il cane era stato allevato come sentinella della base dello spaccio ed è stato poi adottato dai militari, che lo hanno chiamato Dante. La storia del cane ha fatto da cornice a indagini che hanno portato allo smantellamento di un punto di rifornimento stabile.

Dettagli delle condanne

Tra le pene più rilevanti, il Gup ha condannato:

  • Salvatore Condorelli: 11 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione.

  • Massimiliano Claudio Salvatore Russo: 9 anni, 10 mesi e 20 giorni.

  • Giovanni Munzone: 11 anni, 9 mesi e 10 giorni.

  • Nicodemo Aversa: 11 anni, 9 mesi e 10 giorni.

  • Giuseppe Gambero: 10 anni e 8 mesi.

  • Alessio Licandro: 7 anni e 4 mesi.

  • Carmine Onesto: 7 anni e 6 mesi.

  • Giuseppe Ciraudo: 7 anni e 6 mesi.

  • Francesco La Rosa: 7 anni, 6 mesi e 20 giorni.

  • Michele Miraglia: 7 anni e 6 mesi.

  • Francesco Patanè, Simone Salamanca, Gioele Scuderi: ciascuno condannato a 7 anni e 6 mesi.

  • Orazio Licciardello: 2 anni e 20 giorni e una multa di €5.333,00.

  • Concetto Venuto: 2 anni e multa di €5.000,00.

  • Samuele Palmieri: 2 anni e multa di €5.000,00.

  • Mario Privitera: 1 anno, 7 mesi e 10 giorni e una multa di €5.867,00.

Il complesso delle pene supera i cento anni: il Gup ha quantificato in circa 117 anni la somma delle reclusioni inflitte.

L'immobile coinvolto era ubicato al civico 58 di via Salvatore Di Giacomo, la storica strada dove è nato e cresciuto il defunto padrino catanese Nitto Santapaola. Secondo gli accertamenti dei militari, il giro d'affari della casa dello spaccio si attestava intorno a 3.000 euro al giorno, con almeno 200 cessioni documentate dagli investigatori.

Le indagini si sono sviluppate in gran parte "sotto copertura": i carabinieri hanno finto clienti per ottenere conferme sull'organizzazione, entrando in un appartamento blindato e videosorvegliato. Grazie a queste attività sono state ricostruite filiere di approvvigionamento e modalità di gestione delle consegne.

Un elemento che ha suscitato forte preoccupazione nel corso delle indagini è il comportamento dei pusher, che vendevano marijuana e crack anche con bambini in braccio. Questo aspetto ha contribuito a delineare il quadro di una realtà criminale che mescolava traffico di stupefacenti e gravi implicazioni sociali, soprattutto per la tutela dei minori.

I provvedimenti giudiziari rappresentano la fase conclusiva di una attività investigativa che ha combinato operazioni sotto copertura, attività tecniche e monitoraggio sul territorio, con l'obiettivo di interrompere una rete di spaccio radicata in una zona storicamente sensibile della città.

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