Botteghe Alab, Di Gangi: «Economia creativa che difende l’identità del centro storico»
La consigliera Pd chiede al Comune di chiarire il modello di sviluppo dopo le verifiche sulle botteghe Alab e il ruolo delle attività creative.
La consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi ha commentato oggi la vicenda delle botteghe dell'esperienza Alab, sottolineando che «le verifiche e i controlli faranno il loro corso» ma invitando a non dimenticare il ruolo che queste attività hanno giocato per il centro storico di Palermo.
Secondo Di Gangi, le botteghe hanno contribuito a riaprire saracinesche abbassate e a riportare vita in strade un tempo abbandonate, creando un'economia basata sulla creatività, sulla produzione locale e su forme di lavoro condiviso e di qualità.
La consigliera mette in evidenza il rischio che il tessuto urbano venga schiacciato dall'over-tourism e da un'offerta commerciale univoca, fenomeni che possono sradicare attività tradizionali e ridurre la pluralità dell'offerta commerciale.
La vicenda, osserva Di Gangi, impone una riflessione sul modello di sviluppo che si sta costruendo a Palermo: è davvero questo il percorso sostenibile nel lungo periodo o occorre ripensare priorità e strumenti?
Di Gangi ricorda che in questi anni «decine di persone, creativi e creative, hanno trovato in questa esperienza una rete, un sostegno e un'opportunità» e invita le istituzioni a interrogarsi se esistano gli strumenti adeguati per accompagnare chi intende avviare una piccola attività artigianale, artistica o creativa.
La consigliera solleva un quesito politico preciso: esiste una politica capace di sostenere queste realtà nella fase più delicata della loro crescita o il Comune rischia di lasciare sole le nuove microimprese creative?
La scelta tra un centro storico sempre più orientato esclusivamente al turismo e una città che valorizzi le tradizioni e la cultura, gli artigiani e i laboratori creativi è posta come un bivio che richiede decisioni pubbliche e strategie chiare.
«L'artigianato non è soltanto economia. È identità, cultura e anche attrattività», conclude Di Gangi, chiedendo al Comune di aprire una riflessione seria e di chiarire quale futuro immagina per il centro storico di Palermo.
La dichiarazione è stata resa pubblica oggi a seguito delle prime notizie sulle verifiche amministrative relative alle attività Alab, mentre gli accertamenti proseguono e le istituzioni locali sono chiamate a rispondere alle domande su politiche e strumenti di sostegno.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
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Verificato il: 19 giugno 2026