Catania: lite in discoteca degenera in sparatoria tra clan, tre arresti compresa la vittima

Lite in una discoteca, inseguimento in scooter e colpi di pistola: la Procura dispone tre arresti per tentato omicidio e reati con metodo mafioso.

A cura di Redazione
22 giugno 2026 15:16
Catania: lite in discoteca degenera in sparatoria tra clan, tre arresti compresa la vittima -
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Catania, 16 giugno 2026 — Una banale lite in una discoteca ha innescato nella notte di metà febbraio una violenta escalation che si è conclusa con una sparatoria tra gruppi rivali e con l'esecuzione, da parte della Procura distrettuale, di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone. Due degli arrestati sono gravemente indiziati di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, con le accuse aggravate dal metodo mafioso per favoreggiamento del clan Cappello-Bonaccorsi; il terzo è la stessa vittima dell'agguato, ritenuta vicina al clan Santapaola e destinataria di un provvedimento per porto di arma.

Ricostruzione dei fatti

Secondo la ricostruzione della Procura, le tensioni hanno avuto origine la notte del 15 febbraio 2026 all'interno della discoteca Ecs Dogana in via Dusmet, dove una lite tra giovani si è trasformata nel pestaggio di due minorenni: il fratello minore della vittima e un altro ragazzo, nipote di un esponente di Cosa Nostra, sarebbero stati aggrediti da ragazzi del rione San Giovanni Galermo.

Una volta appresa la notizia, la vittima — insieme ad altri cinque giovani del rione San Giorgio — si sarebbe messa in moto a bordo di tre scooter con l'intento di vendicare l'affronto. Ad attenderli a San Giovanni Galermo c'erano membri del gruppo rivale, tra cui il responsabile della zona, attrezzati con armi. Alle ore 03:36 il convoglio di San Giorgio è stato intercettato in viale Tirreno, ed è nato un inseguimento a colpi d'arma da fuoco che si è concluso alle 03:40 in via Fava; il conducente dell'ultimo scooter è stato colpito alla spalla destra e poi abbandonato dai compagni di fuga.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile, si sono basate principalmente su intercettazioni ambientali e telefoniche e sull'analisi delle immagini di videosorveglianza, elementi che hanno portato a raccogliere gravi indizi a carico degli odierni indagati e a motivare l'emissione delle misure cautelari dal Giudice per le indagini preliminari.

La vittima ferita, classe 2002, è stata rintracciata e arrestata anche per detenzione e spaccio di stupefacenti: al momento del fermo, nella piazza di spaccio del civico 121 di via Capo Passero, gli agenti hanno sequestrato oltre 120 dosi tra cui cocaina, crack e marijuana.

Sotto il profilo giuridico, le accuse contestate vanno dal tentato omicidio al porto e detenzione illegale di armi, con l'aggravante del metodo mafioso per la connessione con il clan Cappello-Bonaccorsi; la Procura ha qualificato l'episodio come uno scontro armato riconducibile a logiche di controllo territoriale tra famiglie mafiose cittadine.

Le autorità hanno sottolineato che le misure cautelari sono il risultato di un'attività investigativa mirata a interrompere una possibile escalation di violenza tra quartieri; le indagini, al momento, proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e eventuali ulteriori partecipazioni, e per acquisire ulteriori elementi utili all'azione penale.

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